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Imu, Tasi e Tari non pagate: a Massa quasi 32.000 avvisi nel 2019

Imu, Tasi e Tari non pagate: a Massa quasi 32.000 avvisi nel 2019

E a breve arriveranno le cartelle per i tributi non pagati nel 2012 e finiti a ruolo. Bordigoni: «Nessuna incompatibilità. Non c’è rapporto continuativo»

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MASSA. Quasi 32.000 avvisi, partiti da Master e finiti nelle cassette postali dei massesi nel corso dell’anno appena passato. Imu, Tasi e Tari non pagate, pagate soltanto in parte, solleciti e accertamenti per importi inferiori al dovuto. E presto arriveranno le cartelle per tributi andati a ruolo. Il conto è presto fatto: quasi un massese due si è visto recapitare la fatidica lettera di Master con cui gli si chiede di mettere mano al portafoglio. A fornire il dato sul numero di avvisi è la stessa società di riscossione che raffronta il totale degli accertamenti emessi nel 2019 (31.813 per l’esattezza) con quelli spediti invece l’anno precedente (8.333, sempre stando ai numeri forniti da Master).Di quei quasi 32.000 avvisi, 9.436 sono relativi all’Imu, 15.057 riguardano omesso o parziale pagamenti della Tarsu e 7.320 sono, invece inerenti la Tasi.

E se per l’imposta sugli immobili e per la Tasi l’anno di accertamento è il 2014, per la spazzatura la società di riscossione è "più avanti" e ha verificato i corretti pagamenti degli anni 2016, 2017e 2018. Poco meno di 32.000 avvisi nel 2019 per una cifra complessiva da recuperare pari - dai calcoli di Master - a 24 milioni e 736mila euro (nel 2018 la cifra era di 5 milioni e 890mila per gli 8.333 avvisi). La società ha prodotto i dati ai consiglieri e al presidente del consiglio comunale a seguito delle richieste di chiarimento sulla consulenza affidata da Master all’ex consigliere Sergio Bordigoni. In particolare è stata sollevata l’ipotesi di incompatibilità di Bordigoni a cui il primo incarico è stato assegnato quando sedeva ancora in consiglio comunale. Così la società fornisce una serie di pareri espressi dal Ministero dell’interno e accompagnati da pronunciamenti della Corte di Cassazione.

«In quei pareri - spiega lo stesso Bordigoni - si chiarisce che l’incompatibilità si ravvisa soltanto in caso di rapporto continuato tra consigliere e società. Nel mio caso, invece, il rapporto di continuità non si configura. Mi è stato affidato un primo incarico dal 2 maggio al 31 luglio 2019. A fine luglio sono decaduto. Il rinnovo per un anno è arrivato a fine agosto, ma io non sono più consigliere, dunque non può configurarsi incompatibilità». Master ai pareri del Ministero allega il dato degli accertamenti inviati nel 2019 per suffragare la sua tesi e dimostrare che la consulenza di Sergio Bordigoni è stata produttiva: ecco quindi il numero di 31.813 avvisi partiti in un anno alla volta della cassette postali dei massesi. E breve arriveranno anche le cartelle per le imposte relative al 2012 e non pagate. Gli avvisi per quei tributi sono stati recapitati nel 2017 e chi non si è messo a regola, adesso si ritrova a fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con i ruoli e le eventuali procedure esecutive.

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