La manifestazione
Fondazione Marmo: ecco i nostri progetti
Nota a commento dei ringraziamenti del dottor Dell’Amico Confermato l’impegno per la Casa del Volontariato apuano
Carrara. «I ringraziamenti del dottor Iginio Dell'Amico sono stati il miglior biglietto di auguri che potevamo ricevere come imprenditori per queste feste, perché ci hanno fatto toccare con mano come le nostre iniziative solidali stanno aiutando tante persone. È una grande soddisfazione per noi imprenditori sapere che grazie a quella innovativa strumentazione il nostro ospedale è diventato uno dei più all'avanguardia in tutta Italia nel campo della diagnostica e della ricerca con oltre 100 esami sia diagnostici che operativi coprendo un'area che va da Massa-Carrara a Lucca alla Versilia»: così il presidente degli industriali di Massa-Carrara e consigliere della Fondazione Marmo, Erich Lucchetti, commenta le parole del dottor Iginio Dell'Amico sull'ecoendoscopio donato a maggio 2018 dalla Fondazione Marmo al Servizio di Endoscopia Digestiva del Noa.
«Donare l'endoscopio al Nuovo Ospedale delle Apuane e al Servizio di Endoscopia Digestiva diretto dal dott. Iginio Dell'Amico è stata una delle prime azioni che decidemmo di fare con la appena nata Fondazione Marmo – ricorda Lucchetti – . È' stata una scelta importante che ha caratterizzato tutte le successive azioni solidali della Fondazione, perché siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo, che come imprese ci eravamo prefissati, di cercare di migliorare la qualità della vita della comunità di cui il mondo delle aziende fa parte, intervenendo nei campi della salute, della cultura e del sociale». Un cammino che la Fondazione proseguirà anche nel 2020 attraverso due linee di finanziamento. Una riguarderà i progetti che la Fondazione finanzierà direttamente: se ne prevedono almeno 8 con un investimento variabile da un minimo di 5mila euro al un massimo di 30mila euro. L'altra linea di intervento vedrà invece la co-partecipazione della Fondazione a progetti concordati con altri soggetti e in questo caso la previsione riguarda 12 iniziative con un range di finanziamento che vada da un minimo di 5mila euro a un massimo di 60mila euro. Ad esempio - si spiega in una nota - «avranno più possibilità di essere accolte le proposte che prevedono spese per investimenti rispetto a spese correnti e quelle dove più che la formalità peserà l'impatto effettivo sull'obiettivo da raggiungere. Obiettivi che riguardano, ma l'elenco è a titolo esemplificativo e non esaustivo, la rivitalizzazione del centro storico e/o il recupero di aree degradate e prestazioni sociali e/o sanitarie a cui il servizio pubblico può rispondere solo parzialmente».
In più «la Fondazione si è posta, assieme anche alla Camera di Commercio e al Comune di Carrara, di realizzare nel Palazzo dell'Isr (l'istituto di ricerca della Camera di Commercio) in via Rosselli una Casa per il Volontariato apuano per dotare il mondo delle associazioni no profit di un luogo attrezzato per svolgere al meglio le proprie funzioni e nello stesso tempo per ridare nuova vita a un edificio non più utilizzato come un tempo e così creare un nuovo polo attrattivo nel centro storico di Carrara». «Grazie ai fondi raccolti, anche attraverso la oramai nota Asta dei Blocchi di Marmo, nei suoi primi due anni di vita la Fondazione Marmo ha sostenuto svariati progetti, per un valore totale di oltre 850.000 euro. Del resto da sempre le imprese del marmo danno un contributo diretto e/o indiretto a tanti progetti locali a Massa-Carrara. Ben l’82,6% delle aziende infatti supporta eventi di carattere sportivo e culturale che si svolgono a Carrara e in provincia, e aiuta con contributi le Associazioni Non Profit del Terzo settore. Questo forte radicamento locale trova espressione anche nelle partnership con realtà associative o enti pubblici per la cura dell'arredo urbano». E si conclude: «Tanti anche gli strumenti di raccordo tra mondo del lavoro e società sia attraverso la possibilità di periodi alternanza scuola/lavoro a favore di studenti delle scuole, supportati anche da specifiche borse di studio. Oltre un terzo delle aziende poi effettua direttamente azioni di formazione specifica». —
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