Il Tirreno

Martinelli: nel pianeta marmo il momento peggiore è passato

Un momento dell'incontro
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Un momento dell'incontro

Il punto sui Piani attuativi e sul Regolamento. La Fillea Cgil: puntiamo sul lavoro L’ingegner Pellegri dell’Asl: mai una macchina automatica senza un operatore

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Carrara. Come cambierà il settore lapideo con l’introduzione dei Pabe, i Piani attuativi dei bacini estrattivi? Si è svolto nella sala dell’Autorità portuale il convegno su Pabe indetto dalla Lega del cavatore moderato dal presidente Manuel Zaccagna nel quale hanno preso la parola il vicesindaco e assessore al marmo Matteo Martinelli, il neodirigente del settore marmo Giuseppe Bruschi, in carica da martedì, la responsabile prevenzione Asl Toscana Nord-Ovest ingegnera Maura Pellegri e dei rappresentanti delle cooperative, Leonardo Quadrelli di Fillea Cgil e Anselmo Ricci presidente della cooperativa di Gioia. «Se pur con una certa dose di prudenza, mi sento di poter dire che il periodo di maggiore incertezza e difficoltà ce lo siamo lasciato alle spalle. Grazie all’impegno profuso nel corso dell’ultimo anno, d’ora in avanti il settore potrà lavorare in un clima di maggiore serenità» ha detto fra l’altro il vicesindaco Matteo Martinelli, titolare della delega al Marmo. Dai Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi al Regolamento degli Agri marmiferi, sono stati diversi i temi su cui il vicesindaco ha interloquito con i cavatori, confermando e ribadendo i principi cardine della linea che l’amministrazione sta portando avanti per lo sviluppo del settore: «Rilanciare l’occupazione e aumentare le ricadute positive dell’attività estrattiva sulla città per ricostruire così un migliore rapporto tra i cittadini e il mondo del lapideo. Per questo sia nei Pabe che nel Regolamento degli Agri marmiferi abbiamo previsto un sistema di premialità a vantaggio di chi esegue progetti di compensazione socio-economica, ambientale e paesaggistica che prevedano un incremento occupazionale, non necessariamente collegato al progetto di coltivazione ma che può spaziare, ad esempio, dal turismo al settore dell’artigianato artistico e della cultura» ha spiegato Martinelli. «Sulle premialità l’amministrazione comunale ha fatto un buon lavoro. Siamo convinti che questa sia la direzione giusta. Per la Fillea Cgil è fondamentale far di tutto per creare nuovi posti di lavoro al monte ma sopratutto nelle segherie e nelle attività del piano. Le aziende della trasformazione del nostro territorio devono essere aiutate dalle attività delle cave che devono mettere loro a disposizione la materia» ha commentato Leonardo Quadrelli, segretario della Fillea Cgil, intervenuto anche lui all’appuntamento organizzato dalla Lega dei Cavatori. Il vicesindaco ha concluso con uno sguardo al futuro, spiegando che proprio la messa a punto di queste “nuove regole” del settore, permetterà da un lato di migliorarlo in termini di sostenibilità e dall’altro di farlo uscire definitivamente dalle turbolenze degli ultimi anni: «Da quando ci siamo insediati e in particolare nel corso dell’ultimo anno siamo stati chiamati ad affrontare momenti di enorme difficoltà. Penso ad esempio agli effetti dell’articolo 58 bis e alle tensioni di un anno fa. Oggi posso dire che grazie al lavoro fatto tutti insieme, siamo riusciti a lasciarci queste difficoltà alle spalle e d’ora in avanti il settore potrà lavorare in un clima di maggiore serenità». «La prospettiva sarà quella di autorizzare, in un vicino futuro, piani di 15 o 20 anni – ha affermato il dirigente Bruschi – il tempo di cui una cava ha bisogno. Penso anch’io che ci siamo lasciati alle spalle il momento più difficile. Ci siamo ritrovati a più riprese bloccati perché non avevamo fatto i Pabe, ma siamo riusciti comunque a mandare la palla avanti. Nella conferenza dei servizi di giovedì scorso 12 dicembre si è delineato un quadro decisamente più roseo». Parlando di un futuro dove il 58 bis non opererà più, Bruschi ha aggiunto: «La nuova legge regionale consentirà un fuori piano superiore alla Scia pari al massimo a 9mila cinquecento metri cubi, che per una cava di grandi dimensioni è già una misura ragionevole». L’ingegnera Pellegri è intervenuta sugli aspetti relativi alla sicurezza: «Abbiamo vissuto una serie di problemi rilevanti negli ultimi due anni, con lavorazioni che si fermavano e ripartivano e tutti i rischi che ne sono conseguiti. Il peggio, comunque, è passato. La legge prevede la possibilità di fare degli interventi per questioni di sicurezza fuori dai volumi autorizzati, ma non senza un criterio. Lo strumento della Scia consentirà alla cava di effettuare i lavori di messa in sicurezza in un paio di mesi al massimo. Ci saranno delle cave che probabilmente non potranno riaprire: l’autorizzazione a togliere le creste non sarà concessa in tutti i casi. Un'altra cosa che non sarà mai consentita in cava sarà la presenza di macchine che lavorino in automatico senza lavoratori a presidiarle». — Irene Rubino

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