Sicurezza
Morte improvvisa di un geometra di 43 anni a Massa
Lo ha trovato la madre, nota commerciante, ormai esanime: inutili i soccorsi ad Alessio Bellanti
MASSA. Un gravissimo lutto ha sconvolto dal primo pomeriggio di ieri la comunità cittadina, il mondo delle professioni e del commercio ma in genere la morte improvvisa del geometra Alessio Bellanti, 43 anni, ha lasciato un po’ tutti senza parole. A scoprire il figlio ormai privo di vita è stata la madre, la signora Luana Tonlorenzi, titolare della caffetteria torrefazione San Salvador della centralissima piazza Matteotti, di fronte alla chiesa di San Sebastiano. Poco dopo le 13 è arrivata a casa, in via del Patriota, ma quando ha aperto la porta si è trovata di fronte una scena drammatica, con il figlio a terra, esanime.
Subito ha chiesto aiuto, ha gridato che qualcuno chiamasse i soccorsi, così è stato: alle 13,27, come informa la nota dell’Asl sulla tragica vicenda, sono intervenute l’automedica di Massa e l’ambulanza della Croce Bianca ma il personale non ha potuto che constatare l’avvenuto decesso. Purtroppo, non c’era più niente da fare. Il malore non ha lasciato scampo ad Alessio, neppure il tempo di raggiungere un telefono o di aprire la porta. Sembra che abbia provato a farsi largo verso l’uscita, ma il cuore non glie l’ha permesso. Un infarto, questa la prima diagnosi, davvero fulminante.
Un decesso improvviso che ha gettato nella disperazione la madre Luana, vedova da alcuni anni, e il fratello Giacomo, ma che ha provocato profondo dolore e cordoglio anche in quanti conoscevano Alessio, la sua voglia di vivere, il suo carattere aperto e gioviale. Mentre sulla vetrina della caffetteria appariva la scritta “Chiuso per lutto”, la tragica notizia della scomparsa prematura e improvvisa di Alessio, 44 anni il prossimo 23 dicembre, si diffondeva in fretta, lasciando tutti attoniti. All’obitorio, un mesto via vai di congiunti e di tanti amici: avevano programmato per stamani un’escursione a funghi, a cui sarebbe seguita l’immancabile serata in compagnia. Perché Alessio, raccontano, era così: rigoroso e professionale nella sua attività di libero professionista come geometra, ma un compagnone e sempre allegro con gli amici. «Lo chiamavano il belva, perché era un gigante buono», racconta chi lo conosceva.
Uno storico cliente del locale di piazza Matteotti, seduto al tavolino esterno anche se il San Salvador è chiuso, scuote la testa: «Che tragedia... L’ho tenuto in braccio, Alessio, scrivete che era una bravissima persona. Ma poi così giovane». Guarda un’altra signora, amica della signora Luana: «Com’è possibile?». Una tragedia troppo grande.
I funerali si svolgeranno lunedì 28 alle 9,30 alla chiesa di San Sebastiano.
M.B.
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