Il Tirreno

sanità e sprechi

La casa di riposo ha debiti per 4,7 milioni, ma i parenti dei dipendenti pagano meno

Manuela D'Angelo
La casa di riposo Ascoli, a Massa
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La casa di riposo Ascoli, a Massa

Bilancio horror della struttura Ascoli: il nuovo presidente è intenzionato a ripianare i conti

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MASSA. Si apre un altro cassetto “in rosso” per le strutture pubbliche del Comune di Massa, quello della casa Ascoli, fresca di un nuovo cda e di un nuovo presidente, Stefano Borzoni, già costretto, in pochi mesi, a segnalare perdite, situazioni debitorie in continua crescita e storture all’interno del sistema. La più eclatante: pur alle prese con ingenti debiti, che sfiorano i 4,7 milioni di euro, a Casa Ascoli i parenti dei membri del consiglio di amministrazione e dei dipendenti, godevano, non si sa per quale diritto, di uno sconto che negli anni ha raggiunto il 40%.

Ma andiamo con ordine. Il bilancio al 31 dicembre 2018 si è chiuso con una perdita d’esercizio pari a 674.600 euro, una perdita che per il presidente Borzoni «evidenzia una struttura costi troppo elevata, al cospetto dei ricavi». Non solo: c’è anche il problema della “vetustità” delle partite che formano i crediti, il cui recupero, continua Borzoni, «è stato valutato estremamente incerto». La perdita d’esercizio, anche per chi non è avvezzo ai numeri, è facile da spiegare: i ricavi della produzione per i servizi svolti alla persona (2,2 milioni di euro) sono meno dei costi (che superano i 3 milioni di euro). Casa Ascoli però vanta anche molti crediti, soprattutto nei confronti della Azienda sanitaria Asl 1 che le deve 423mila euro. Altri crediti sono vantati nei confronti di “utenti” per 76.100 euro, dei Comuni per 52.877, della Regione Toscana per 5.913 euro, dell’erario per 10.181 euro, di privati per 31.106 euro. Un totale, tra note di accredito e fatture da emettere, di 617.128 euro. Molti di questi soldi dovuti alla Ascoli, tuttavia, vengono definiti “estremamente difficili da recuperare” con riferimento soprattutto a quelli dei privati. «Questa è solo la situazione del 2018 – spiega Borzoni – se guardiamo il 2017, i crediti esigibili arrivavano a 1,3 milioni di euro. Ma non vuol dire che siano diminuiti. I crediti vantati negli anni precedenti sono per noi, in parte, ancora da perseguire. Li abbiamo accantonati, non cestinati, e stiamo valutando con i nostri consulenti legali le modalità per intervenire».

La nota più dolente arriva alla fine, con debiti, che al 31 dicembre 2018 ammontano a 4 milioni e 694mila euro. La maggior parte di questi soldi la Casa Ascoli li deve ai “fornitori”: 2,5 milioni di euro che mancano, in pratica, alle cooperative che lavorano nella struttura di acoglienza. 1,4 milioni sono i debiti verso i soci, per finanziamenti ricevuti e 1,2 milioni di euro quelli per i mutui contratti.

Una situazione complicata che si trascina da anni e che, invece di prevedere quantomeno più oculatezza, ha portato i precedenti consigli di amministrazione a predisporre “discutibili” agevolazioni per i loro parenti stretti. C’è scritto, a chiare lettere, in tutti i verbali del cda della Casa Ascoli, almeno dal 2014, allegati allo statuto in cui si stabiliscono le rette per gli ospiti. Nello specifico il cda, ogni anno, firmava per una “agevolazione tariffaria” a favore degli “ospiti privati residenti, parenti di primo grado dei dipendenti della struttura e del cda stesso”. Nello specifico, il cda aveva stabilito che la retta per i propri parenti fosse di 64 euro, a fronte prima degli 80 euro previsti fino al 2017 e poi dei 106 euro, che è la tariffa applicata tutt’oggi. In pratica il 40% di sconto, a prescindere dalla fascia sociale, dal reddito, dalle agevolazioni sanitarie. Una tariffa per parentela. Lo conferma anche Stefano Borzoni: «Purtroppo lo abbiamo scoperto appena insediati e abbiamo immediatamente eliminato quella agevolazione. E adesso la sfida più grande sarà risanare i conti e rilanciare la Casa Ascoli».

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