Il Tirreno

Trump alza del 25% i dazi sui marmi cinesi . Santucci: ma i nemici, in Usa, sono i quarzi

Alessandra Vivoli

«Il mercato dei nostri materiali è stato rosicchiato dai sintetici: in America stanno nascendo fabbriche che li producono»

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CARRARA Una notizia che arriva dall’America e che si inserisce appieno nella guerra dei dazi ingaggiata dal presidente Donald Trump nei confronti della Cina. I dazi, imposti dal presidente degli Stati Uniti su diverse merci sono stati aumentati anche per quel che riguarda la pietra naturale: dal 4% sono passati al 10% a settembre e sono destinati a salire ancora (di un altro 15%) a inizio del prossimo anno. Insomma una misura applicata sui materiali cinesi che potrebbe aprire nuovi sbocchi per la pietra estratta sulle Apuane. Ma, in realtà, le cose secondo gli addetti ai lavori non stanno proprio così.

I DAZI USA SULLE PIETRE NATURALI CINESI L’economia americana si blinda nei confronti delle importazioni cinesi e alza il tiro sui dazi anche per quel che riguarda le pietre naturali. Passando da un balzello al 4% fino al 25% e con in programma un ulteriore aumento del 15%. I dazi, e la lor maggiorazione riguardano sia la pietra naturale che i quarzi e le ceramiche. E il vero dato da leggere sarebbe proprio questa: quella di una concorrenza ai materiali naturali sempre più spietata per cui il mercato americano si starebbe organizzando anche con aziende di produzione propria.

SANTUCCI: ECCO I VERI “NEMICI” Fabrizio Santucci rappresenta le aziende del marmo, al piano, per la Confindustria di Livorno Massa Carrara. E, soprattutto, è uno che con il mercato americano ci lavora parecchio, infatti è appena tornato da un viaggio di due settimane negli Usa. Interpellato sulla questione dei dazi aumentati sulla pietra naturale cinese Santucci spiega: «Questa manovra non aprirà grandi sbocchi ai nostri materiali i cui dazi sono fissati al 6%, mentre non esistono per le pietre che arrivano da Turchia, India e Brasile. I dazi sono stati aumentati (sempre fino al 25%) anche per i q uarzi e le porcellane che arrivano dalla Cina. E sono questi i materiali che hanno eroso, negli ultimi dieci anni gran parte del nostro mercato in America». Insomma il “finto marmo”, che in realtà si divide in quarzite, utilizzato soprattutto per i piani da cucina, quelli per cui fino a qualche anno fa la qualità carrarese era la privilegiata, e le ceramiche che riproducono venatura per venatura le eccellenze naturali apuane. «I dazi sui sintetici sono stati aumentati – sottolinea Santucci – proprio perché dai produttori americani era stato denunciato il tentativo di “dumping” dei cinesi su questi materiali, cioè di una esportazione di merci a prezzi molto più bassi di quelli praticati sul mercato, oppure addirittura sotto costo».

PRODUZIONE USA DEL “FINTO MARMO” «Me ne sono reso conto nell’ultimo mio viaggio di lavoro in America, si sta organizzando una grande produzione, interna, per quel che riguarda quarzi e marmi sintetici – conclude Santucci – Ci sono colossi che stanno investendo in grossi stabilimenti che serviranno proprio per questi materiali che, lo ribadisco sono i veri “nemici” dei nostri marmi». Marmi apuani che, lo ricordiamo, aspettano ancora di essere tutelati da un marchio che garantisca il vero “made in Carrara”. —

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