Italia
"Quattro anni fa, lo stesso giorno, il Volto Santo a Canevara"
Paolo Brosio: straordinaria coincidenza di date, nel profilo della montagna c'è l'immagine del Gesù Ecce Homo, il Gesù cher ha vissuto le pene della Passione
Il giornalista e scrittore Paolo Brosio è molto legato al nostro territorio. Da tempo promuove incontri di preghiera alla parrocchia di Canevara per l’adorazione del “Volto Santo”. Ed è storico promotore delle Olimpiadi del cuore. Gli abbiamo chiesto un intervento sul volto apparso sulla montagna di Colonnata.
di PAOLO BROSIO
Ancora una volta la tragedia della montagna ferita dalle escavazioni di marmo, ha lasciato un segno profondo sulle famiglie, sui lavoratori delle Alpi Apuane e sulle città della riviera Apuo-Versiliese. Sul luogo della tragedia un altro segno sta lasciando tutti a bocca aperta: sul profilo della montagna spaccata dalla frana si è delineato infatti il profilo di un uomo, capelli lunghi e barba rada, che parrebbe avere l'occhio sinistro tumefatto e socchiuso dalla sofferenza.
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Anche chi non è abituato a pregare può scorgere in quello straordinario profilo quello di Gesù Ecce Homo, il Gesù che ha vissuto le pene della Passione. È questo, a mio avviso, un grande segno che ci regala Dio per farci capire che è vicino a noi nel momento della sofferenza umana, il momento della compassione con le pene delle famiglie, dei figli e delle comunità dei lavoratori e delle città di Massa e Carrara.
Non è la prima volta che appare un segno così eclatante sulle montagne che sovrastano la Riviera e, circostanza davvero sorprendente, sempre nello stesso giorno di quattro anni fa, nella notte fra il 14 e il 15 aprile 2012, a Canevara di Massa. Sopra l'altare della Chiesa Sant'Antonio Abate, dedicata alla Divina Misericordia, si è formato il volto di Gesù Ecce Homo fra i drappi di organza di colore viola e rosso alla destra del tabernacolo.
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Il sacerdote è don Ernesto Zucchini, che è anche il parroco di Forno, Casania e Resceto alle pendici delle Alpi Apuane, e direttore spirituale del nostro gruppo di preghiera "I figli di Maria, i figli della Gospa", che da ormai due anni si riunisce ogni primo sabato del mese, nel giorno della devozione al cuore immacolato di Maria. Il pittore polacco Dawid Kownacki, autore dell'affresco della Divina Misericordia di Canevara, considerato uno dei più grandi dipinti al mondo di Gesù Misericordioso, ha detto che il volto che si è profilato fra i drappi dell'organza di Canevara è il volto di Gesù Ecce Homo di uno delle quarantadue immagini della stazione della Via Crucis che lui stesso ha dipinto per una famiglia religiosa di Roma. A questo punto, vista anche la coincidenza delle date, fra la tragedia e il segno di Carrara, dove si intravvederebbe il profilo di Gesù Ecce Homo, e il segno di quattro anni prima di Canevara, si potrebbe ipotizzare un collegamento fra la sofferenza Divina e Umana di Gesù nella Passione e la sofferenza delle due vittime Federico e Roberto, che ora tutti piangiamo, e delle loro famiglie. Oggi (ieri per chi legge n.d.r.) ci sono i funerali celebrati da Monsignor Giovanni Santucci, il vescovo della diocesi e, mentre scrivo rientro da un lungo viaggio dalla Sicilia. E' il momento della condivisione del dolore e della sofferenza. Andrò a messa con l'intenzione di pregare per Federico Benedetti, per Roberto Ricci Antonioli e per i loro familiari.
Appare evidente agli occhi di tutti, quanto queste Alpi Apuane siano ormai martoriate dai continui lavori di estrazione del marmo statuario bianco. Nessuno vuole togliere il lavoro, ma credo che sia arrivato il momento di dare respiro anche alla montagna, prima che la natura si ribelli in maniera ancora più devastante.
Mi auguro anche che chi ha riempito i social network su questo grande segno visibile agli occhi di tutti si renda conto che si tratti di un grande messaggio dal Cielo, che va saputo interpretare senza fanatismi ma con molto realismo, soprattutto affidandoci alle preghiere.
Ho letto che qualcuno dice che si tratta solo di un effetto ottico, perché il Cristo non consentirebbe tutte queste morti in cava. E poi perché non c'è nulla di mistico nelle morti sul lavoro, che non devono avvenire e basta.
Mi permetto di osservare che da un lato la nostra cultura laicista, esasperata al massimo, e dall'altro il materialismo e il consumismo a tutti i costi, hanno tolto Dio da qualunque luogo di cultura, di lavoro, negli uffici pubblici, nelle scuole, e che l'uomo spesso contravviene i comandamenti con delle leggi dei nostri parlamenti non solo nazionali ma anche europei.
Come per l'eutanasia, come per l'aborto, come per le leggi sulla famiglia che vengono stravolte equiparandole ad altre famiglie dove non è possibile per natura avere figli se non con abominevoli artifici scientifici. Si mette Dio fuori dalla porta e poi si pretende che Dio ci aiuti nelle sventure. Non funziona così. Torniamo a pregare altrimenti il rischio è che tragedie come queste possano risultare un domani non troppo lontano ben più drammatiche per molti di noi, nessuno escluso.
Proprio con la preghiera ed una coscienza etica morale cristiana forte, ci sarebbe più rispetto delle leggi sulla protezione del lavoro, sul rispetto della natura e della vita.
In poche parole il profitto di un'impresa deve essere maggiormente regolato in base alle esigenze ed alle necessità del rispetto della vita e dell'ambiente che ci circonda.
I dati degli incidenti mortali sulle Alpi Apuani sono straordinariamente elevati e ora è arrivato il momento di mettere leggi più severe che proteggano l'uomo e la natura.
Mi risulta infatti che, da un'indagine delle tre confederazioni sindacali, nel solo settore del marmo dal 2010 ad oggi ci sono state 29 vittime e nel 2016 ci sono già quattro morti. E a Carrara, negli ultimi sette mesi, cinque infortuni mortali. Ora è arrivato il momento di dire basta. E' arrivato il momento di prendere provvedimenti preventivi, immediati e concreti.
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