Il Tirreno

Buffoni: la settimana corta non è una opzione.

Cinzia Chiappini

La Provincia insiste: «E’ una proposta sensata, non ci saranno imposizioni
ma tutti devono fare uno sforzo: così ci adegueremo agli standard europei»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA  CARRARA. Il presidente della provincia di Massa-Carrara risponde alle obiezioni sulla “settimana corta”: «La nostra e’ una proposta sensata, non ci saranno imposizioni ma tutti devono fare uno sforzo». Che la si chiami “settimana corta” o come chiedono i suoi sostenitori “settimana europea” la proposta di riorganizzazione dell’orario degli istituti superiori avanzata dalla Provincia continua a tenere banco nel dibattito tra politica, famiglie e addetti ai lavori.
E questo perché, ovviamente, l’articolazione delle lezioni su cinque anziché sei giorni rappresenta per studenti, genitori e docenti una vera e propria rivoluzione. Alcune scuole superiori della nostra provincia, come il Barsanti Salvetti, hanno introdotto questo sistema ormai 15 anni fa e si dicono soddisfatti e molti addetti ai lavori, come la vicepreside uscente del liceo Scientifico Marconi Stefania Figaia o la dirigente del Polo Artistico Anna Rosa Vatteroni affermano di essere favorevoli. Certo non mancano le perplessità come quelle ventilate per l’Alberghiero Minuto, che con la settimana corta potrebbe non essere in grado di garantire le ore di laboratorio a causa della ristrutturazione in corso, o quelle sollevate dalla Consulta dei Genitori con gli insegnati e il personale Ata delle scuole superiori fivizzanesi che denunciano la difficoltà di coordinare tre dirigenze scolastiche diverse all’interno di una sola struttura.
A tutti risponde i Narciso Buffoni, presidente della Provincia e autore della missiva con cui, a inizio agosto 2015, veniva proposto ai dirigenti scolastici di articolare le lezioni su cinque giorni la settimana, per andare incontro alle esigenze di bilancio di Palazzo Ducale: «E’ una proposta sensata che riduce i giorni di occupazione delle strutture scolastiche con un significativo risparmio energetico e, al tempo stesso, ci permette di adeguarci al sistema mitteleuropeo» spiega il numero uno dell’amministrazione provinciale, che dunque somma le ragioni di cassa con l’ipotesi di un’evoluzione della didattica in ottemperanza ai trend di alcuni importanti paesi europei.
Buffoni è consapevole della portata rivoluzionaria della sua proposta, anche e soprattutto per le conseguenze logistiche su studenti e famiglie: «Il dialogo con l’azienda del trasporto pubblico locale è ormai avviato e stiamo superando le difficoltà» garantisce il presidente, in un messaggio espressamente indirizzato ai “pendolari”.
Il confronto tra amministrazione e istituti è ancora in corso ma, spiega Buffoni, «la maggior parte delle scuole sono disponibili, solo qualcuno ha delle perplessità».
Ovviamente il presidente non si sbilancia sulla lista dei dirigenti “contrari” ma ammonisce: «In questa situazione tutti devono fare uno sforzo e non si può accettare che qualcuno si metta di traverso senza motivazioni concrete». Insomma, lascia intendere Buffoni, Palazzo Ducale non perderà tempo con le lamentele ingiustificate anche se – precisa il presidente - «non possiamo imporre niente a nessuno». Quanto poi alle difficoltà segnalate da alcuni istituti, vedi il Minuto e l’accesso ai laboratori, lascia aperto uno spiraglio: «Se sono problemi oggettivi, valuteremo caso per caso».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze