Proteste
Ecco Pisacane 2, il palazzo ecologico
Definito a Massa il progetto per i 50 nuovi alloggi popolari: impianti solari, riciclo di acqua, area verde. Ma espropri per i proprietari prima della demolizione del vecchio edificio
MASSA. Le carte ci sono tutte: progetti, relazioni geologiche, quadri conoscitivi. E soprattutto c'è l'atto con cui la giunta dice sì alla variante. Insomma- per parlare in soldoni - il documento con cui si formalizza la possibilità di demolire il vecchio stabile in via Pisacane per costruirne uno nuovo a due passi di distanza. Manca, però, lo step finale e non si tratta di un dettaglio: il consiglio comunale deve dire sì. A studiare carte e tavole c'è già la commissione urbanistica che dovrebbe pronunciarsi entro la prossima settimana, poi la palla passerà nelle mani delle assise. Per tirar su lo stabile serve - dicevamo - una variante: l'edificio sarà costruito, infatti, in un'area ora destinata a verde, viceversa dove adesso c'è il vecchio palazzo popolare, dopo la demolizione, ci saranno alberi, ombra e panchine.
«Se tutto va per il verso giusto - il sindaco Volpi si concede una ipotetica - in estate i cantieri apriranno i battenti». E sorgerà un nuovo palazzo, già ribattezzato Pisacane 2: le 50 famiglie che vivono nello stabile a pochi metri da lì, quello - per capirci - con parecchi problemi sismici e statici, faranno i bagagli e si trasferiranno in un edificio nuovo di zecca. Casa nuova ed ecologica. Almeno così si deduce dalla relazione generale in cui i tecnici illustrano nel dettaglio il progetto a firma Erp (l'ente per l' edilizia residenziale pubblica).
La volumetria del nuovo fabbricato è ridotta rispetto all'attuale: passa da 22.000 metri cubi a 15.500. L'edificio, di 6 piani, si articolerà in due corpi con tre distinte scale di acceso. Nella porzione più ampia del complesso saranno ospitati 32 alloggi (20 raggiungibili da una rampa, 12 da un'altra), nella parte più ristretta troveranno spazio i restanti 18 appartamenti. Nel siminterrato saranno realizzati i vani cantina, ampio anche il parcheggio a raso.
L'intero stabile - ecco un primo elemento nel segno dell'ecologia - sarà, almeno secondo il progetto, in classe energetica A, con soluzioni di isolamento termo-acustico. Non soltanto: gli impianti idrosanitari (leggi quelli che servono per i water) saranno dotati di un sistema di riciclo e recupero dell'acqua piovana, un impianto solare-termico servirà per scaldare l'acqua e un secondo impianto fotovoltaico provvederà al fabbisogno delle zone condominiali e all'alimentazione dei sistemi di raffreddamento e riscaldamento (termosifoni e condizionatori).
Insomma - per mutuare una definizione del sindaco - un «modello di edilizia pubblica di nuova generazione». Maggiore qualità, più efficienza e rispetto dell'ambiente. Palazzo nuovo, quindi, ma non soltanto: la variante prevede anche la riqualificazione dell'area circostante. Con l'abbattimento del vecchio palazzo e la realizzazione del nuovo in un'area adiacente, sarà, infatti, possibile riunire i due parchi ora separati e garantirne l'accesso diretto dal Pisacane 2.
Progetto importante, dunque, realizzato grazie ai contributi della Regione: Firenze si infila le mani in tasca e mette sul piatto 5,6 milioni di euro. Che serviranno per la sola realizzazione dell'immobile. Per il recupero del verde non è escluso, infatti, che si apra un secondo filone di finanziamento. Adesso tocca al consiglio giocare la partita e valutare se la variante di giunta, come definita, meriti il sì o se siano necessari ritocchi.
Ma in via Pisacane non si dormono sonni tranquilli da un bel po': nel giugno del 2012 arriva addirittura l'ordinanza di evacuazione precauzionale, a firma Roberto Pucci (poi l'allarme rientra). Le perizie mettono nero su bianco i problemi di natura statica e sismica.
Una successiva ordinanza impone la realizzazione di un intervento per il consolidamento statico, ma per l'adeguamento sismico servirebbero lavori così pesanti che risulta più conveniente demolire il vecchio per ricostruire il nuovo. A garantire la copertura finanziaria è Firenze grazie ad un accordo tra la Regione, Palazzo civico, proprietario del vecchio edificio, l'Erp (ente residenza popolare) che lo gestisce e i Comuni che dell'Erp sono soci.
Decisione presa, quindi, soldi pronti e progetti fatti. Ma l'operazione è alquanto complessa: prima di tutto dovrà essere costruito il nuovo edificio, poi, quando 50 famiglie avranno una casa (sicura) in cui vivere, partiranno i lavori per la demolizione del vecchio complesso. E qui il quadro si complica perchè dei 50 nuclei che abitano oggi in via Pisacane, 19 sono proprietari, l'appartamento l'hanno riscattato. Per loro la partita è più complessa: per poter demolire il Comune - è il necessario iter formale - dovrà espropriare casa loro con lo scopo di farla confluire nel patrimonio di Palazzo civico. E abbatterla.
Seguirà, quindi, la riacquisizione di un nuovo appartamento e qui le cose saranno alquanto delicate perchè il criterio non sarà, come per le altre 32 famiglie, la necessità reale di ciascuno, ma il valore e le dimensioni del bene. La trattativa è in corso: Comune, Erp e proprietari intorno ad un tavolo fanno il punto. In ogni caso, per tutti, il primo fondamentale obbiettivo - anche e soprattutto per poter dormire sonni tranquilli - è abitare in un edificio sicuro.
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