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Daniloff: «Lucca evoca ere fantastiche che riporto su tela»
LUCCA. Alexander Daniloff è artista, illustratore di libri e scenografo di grande preparazione tecnica. Nasce nel 1963 a Donetsk nell’ex Urss. Svolge una ricca attività artistica professionale da...
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LUCCA. Alexander Daniloff è artista, illustratore di libri e scenografo di grande preparazione tecnica. Nasce nel 1963 a Donetsk nell’ex Urss. Svolge una ricca attività artistica professionale da oltre venticinque anni. Dal 2000 è in Italia; vive e lavora a Lucca. Fine conoscitore di stilemi e iconografie medievali e rinascimentali dell’arte italiana ed europea, dipinge stendardi per i pali di Lucca e altre città italiane. “Lucca. Prove di ritratto” è la sua personale di pittura esposta all’Artificio, in corso Garibaldi 129, aperta fino al 30 giugno (tutti i giorni escluso lunedì mattina e festivi 10-13/16-19.30) e alla libreria Baroni in via San Frediano 26 (da lunedì a domenica in orario 10,15-20).
«Nel cuore del centro storico ho la mia casa-studio. Sono voluto venire a Lucca con mia moglie Svetlana per conoscere il maestro Antonio Possenti che ho sempre stimato immensamente – dice -. Volevo conoscere l'autore di quelle opere in apparenza ironiche ma che grandemente scavavano nell'animo umano. E Possenti mi ha sempre lodato per ciò che lui considerava una mia peculiarità: l’ammirazione attenta della pittura altrui, segno luminoso del mio sapermi sorprendere delle cose riuscendo ancora a salire la scale infinita delle emozioni». Daniloff ama profondamente Lucca, da cui è stato «sedotto al primo sguardo. È una città ricca di prospettive storiche e culturali, avvolta in un’atmosfera, consona al suo sentire. Qui vedono la luce le mie tele che riportano la mente a epoche lontane e fantastiche, a storie di amori cortesi, a simboli di virtù e a moniti contro il vizio, sempre con una tonalità di gioco e ironia, del cui valore salvifico, nell’arte come nella vita, sono ben consapevole. Girando nel labirinto delle vie di Lucca, sulla pavimentazione irregolare tra i giardini murati e i palazzi blasonati, mi sento toccare dagli ingranaggi del tempo e gli strati storici diventano più trasparenti. Lucca città dalle Cento Chiese, di cui ora si intravedono le facciate inghiottite da case e palazzi e che stracolma delle torri poi abbattute e dome come giganti e dei campanili, appariva al viandante medievale come un bosco di torri. Il mio è un catalogo armonico del mondo di animali fantastici o personaggi storici che vediamo e di quelli che esistono ma non vediamo se non con l’occhio del sogno«.
«Mario Tobino - conclude - sottolineava che le Mura hanno aiutato i lucchesi a fare "la cosa più straordinaria capitata in Italia: conservare la loro città. Lucca è sempre lei". La mia mostra “Prove di ritratto” è un utile tentativo di tracciare la sagoma di Lucca, creare un puzzle che rappresenti la città, la sua storia ed i suoi personaggi».
Gregorio Andreini
«Nel cuore del centro storico ho la mia casa-studio. Sono voluto venire a Lucca con mia moglie Svetlana per conoscere il maestro Antonio Possenti che ho sempre stimato immensamente – dice -. Volevo conoscere l'autore di quelle opere in apparenza ironiche ma che grandemente scavavano nell'animo umano. E Possenti mi ha sempre lodato per ciò che lui considerava una mia peculiarità: l’ammirazione attenta della pittura altrui, segno luminoso del mio sapermi sorprendere delle cose riuscendo ancora a salire la scale infinita delle emozioni». Daniloff ama profondamente Lucca, da cui è stato «sedotto al primo sguardo. È una città ricca di prospettive storiche e culturali, avvolta in un’atmosfera, consona al suo sentire. Qui vedono la luce le mie tele che riportano la mente a epoche lontane e fantastiche, a storie di amori cortesi, a simboli di virtù e a moniti contro il vizio, sempre con una tonalità di gioco e ironia, del cui valore salvifico, nell’arte come nella vita, sono ben consapevole. Girando nel labirinto delle vie di Lucca, sulla pavimentazione irregolare tra i giardini murati e i palazzi blasonati, mi sento toccare dagli ingranaggi del tempo e gli strati storici diventano più trasparenti. Lucca città dalle Cento Chiese, di cui ora si intravedono le facciate inghiottite da case e palazzi e che stracolma delle torri poi abbattute e dome come giganti e dei campanili, appariva al viandante medievale come un bosco di torri. Il mio è un catalogo armonico del mondo di animali fantastici o personaggi storici che vediamo e di quelli che esistono ma non vediamo se non con l’occhio del sogno«.
«Mario Tobino - conclude - sottolineava che le Mura hanno aiutato i lucchesi a fare "la cosa più straordinaria capitata in Italia: conservare la loro città. Lucca è sempre lei". La mia mostra “Prove di ritratto” è un utile tentativo di tracciare la sagoma di Lucca, creare un puzzle che rappresenti la città, la sua storia ed i suoi personaggi».
Gregorio Andreini
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