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Tonolo e Barga, un amore a tutto jazz

Tonolo e Barga, un amore a tutto jazz

BARGA. Su Pietro Tonolo non c'è dubbio: come pubblico e critica lo definiscono, è uno dei più grandi sassofonisti e compositori italiani di musica jazz. L'altra sera, mercoledì, nel cortile del...

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BARGA. Su Pietro Tonolo non c'è dubbio: come pubblico e critica lo definiscono, è uno dei più grandi sassofonisti e compositori italiani di musica jazz. L'altra sera, mercoledì, nel cortile del Conservatorio di Santa Elisabetta in Barga Vecchia, gli applausi del folto pubblico di BargaJazz Festival hanno confermato quanto si dice sulla bravura del musicista classe 1959, nonché insegnante al Conservatorio di Vicenza e collaboratore coi nomi più illustri del panorama jazz internazionale. Per Tonolo, non è stato un primo arrivo, ma un ritorno sul pianeta del jazz barghigiano e che egli stesso ha definito “molto gradevole” e conseguenza di un'abitudine, spiegata semplicemente «perché torno più o meno tutti gli anni in una veste o nell'altra».

L'altra sera era a Barga come componente di Arundo Donax, quartetto di sassofoni, recentemente giunto al suo ventesimo anno d'attività, grazie alla maestria degli altri componenti che sono Mario Raja, Rossano Emili e Pasquale Laino. «Quindi mi sento abbastanza a casa - ha confessato riferendosi alla cittadina della Mediavalle e al suo festival jazz- anche perché poi, qua, è divertente trovare ogni anno delle situazioni diverse». Come ad esempio suonare l'altra sera nel cortile del chiostro di Santa Elisabetta e da lui definito, poco dopo aver terminato la performance coi colleghi musicisti, un «posto molto suggestivo e, più concretamente, con un'acustica che funziona molto bene per i sassofoni».

Da tutto questo amore del musicista per Barga, sarà possibile che scriva un brano su questo luogo e sulle e emozioni che gli ha suscitato? «In effetti l’idea potrebbe esserci - risponde -: io tendenzialmente non ho l'abitudine di dedicare composizioni, però nel caso di Barga sarebbe arrivato il momento». Anche per suggellare, come ha infine concluso, il suo amore con la cittadina ricca di bellezze, storia e jazz.

Francesco Cosimini

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