Il dolore
Fate e castelli, in un libro le fiabe delle Alpi Apuane
LUCCA. Sulle nude e aspre Alpi Apuane le fiabe si raccontano ancora. Parlano di giardini incantati, uccelli che parlano, fate maliziose e fate generose. Ci sono mugnai disonesti, fratelli sciocchi,...
LUCCA. Sulle nude e aspre Alpi Apuane le fiabe si raccontano ancora. Parlano di giardini incantati, uccelli che parlano, fate maliziose e fate generose. Ci sono mugnai disonesti, fratelli sciocchi, galletti magici e capre malefiche. Non mancano castelli da “Mille e una notte” e grotte profonde dove abitano orribili maghi. Sono i racconti fantastici che Paolo Fantozzi, insegnante di inglese al liceo scientifico Vallisneri e appassionato di letteratura popolare orale, ha raccolto dalla viva voce degli anziani nel volume “Rupi e boschi incantati. Fiabe dalle Alpi Apuane” (Apice libri). Nel libro – che sarà presentato il 22 settembre alla Biblioteca statale di Lucca - emerge il vissuto quotidiano della gente dei monti: vite intrecciate al sogno e a quell’elemento fantastico che va a compensare una realtà difficile e una quotidianità caratterizzata da privazioni e sacrifici. Nelle fiabe delle Apuane sono riscontrabili temi e motivi comuni ad altre storie appartenenti ad altri territori. A partire dall'origine popolare: inizialmente, infatti, erano racconti tramandati oralmente di generazione in generazione, poi trascritti solo in un secondo momento. Ma le fiabe sono anche il riflesso della cultura umana più primitiva e profonda: in esse si ritrovano i segni dell’organizzazione sociale e familiare, oltre al modo di pensare di antiche culture che mettevano in relazione le difficili prove affrontate dagli eroi delle loro narrazioni con il percorso di crescita e inserimento all’interno della società. E le favole, poi, rievocano l’ambiente della veglia dove anziani, adulti e bambini formavano una forte comunità, nella quale il sapere veniva trasmesso oralmente proprio attraverso la fiaba. Poco importa se Prezzemolina o Giovannin Senza Paura non avevano la risonanza mediatica di certi moderni eroi popolari. «Sulle Apuane – dice Fantozzi - contavano i valori semplici, onesti e profondi che proprio nel nostro tempo andrebbero riscoperti e applicati. E perché non ricominciare a ricostruirli proprio dalle fiabe?».
Paola Taddeucci
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