Il Tirreno

Lucca

Il settore giovanile

Morgia punta sulla crescita attraverso la tecnica di base

di Luca Tronchetti
Massimo Morgia responsabile del settore giovanile e il presidente Andrea Bulgarella (foto Sernacchioli)
Massimo Morgia responsabile del settore giovanile e il presidente Andrea Bulgarella (foto Sernacchioli)

L’ex difensore rossonero vuol rinverdire i fasti dell’era Bianchi

06 luglio 2024
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LUCCA. Cinque squadre – dai 2014 alla Primavera 3 – altrettanti allenatori con l’idea precisa di migliorare singolarmente sul piano tecnico i giovani per portarli gradualmente alla prima squadra senza trascurare l’aspetto dei risultati. E, non ultimo, sopperire alle strutture e al peso dei grandi club toscani (Empoli e Fiorentina in primis) con l’attaccamento alla maglia e alla città.

Inizia l’era Morgia

Una ricetta amarcord – di cui sarebbe andato fiero Alessandro Bianchi, forse il più importante responsabile del settore giovanile della Lucchese – che Massimo Morgia, 73 anni, romano della Garbatella e lucchese d’adozione (vive in città da quasi mezzo secolo) prova a riproporre con la convinzione che quella sia l’unica e l’ultima strada da seguire per ricreare l’amore e la passione di una comunità verso la squadra di calcio. Ancora non si conoscono i nomi dei tecnici (quasi sicuri Vito Graziani, Matteo Bonatti e Alessandro Tempesti con Giuseppe Di Masi responsabile dei portieri)a cui il neo responsabile del settore giovanile affiderà il compiuto di far crescere i ragazzi (6-7 arriveranno da fuori regione ospitati in un grande appartamento sotto la tutela di Lamberto Cotrozzi) con altri sopraggiunti da settori giovanili limitrofi (il Tau Calcio con Soldati e Landi classe 2007) proprio per la presenza rassicurante di Morgia.

Una sfida epocale

Non è un caso che, seduto accanto a Massimo Morgia, ci fosse il presidente Andrea Bulgarella. Due gentiluomini del Novecento, due mosche bianche del calcio moderno, che si stimano perché legati entrambi a un football pane e salame, senza procuratori, dove spesso a vincere era il gruppo con regole precise, vere amicizie, ritiri e dialogo. Per il presidente della Lucchese il tecnico con 40 anni di pallone alle spalle è “Il Maestro”. Lui ha carta bianca e dovrà gestire mille difficoltà: dai campi che non ci sono (la giunta ne ha promessi due per gli allenamenti rispetto ai quattro più la gabbia della Lucchese di Maestrelli e Grassi) al rapporto con i vivai provinciali (Morgia, da pontiere qual è, vuol ricreare quelle collaborazioni con gli altri settori giovanili) alle lunghissime trasferte al Sud a cui dovrà sottostare la Primavera 3 che sono di viaggi spenderà 30-40 mila euro. Morgia ha sposato il progetto soltanto perché al timone c’è Bulgarella. Il sogno? Ricreare il vivaio da cui hanno spiccato il volo per la serie A Baldini, Tarantino, Rossi, Vannucchi, Marianini e tanti altri. Con un problema, il vincolo: «Tra 12 mesi i giovani non saranno patrimonio del club. Dobbiamo creare le condizioni per tenerci i migliori».

Un fiume in piena

Non lo fa per illudere i tifosi. È più forte di lui: nella sua attività è un numero 1 e vuole arrivare per primo anche a scendere dalle scalette dell’aereo. Ma alla fine, con le sue dichiarazioni roboanti, Andrea Bulgarella rischia di mettere in difficoltà sia tecnico che ds. Come un tornado il patron – dopo aver ribadito l’importanza del vivaio ricordando i suoi 23 giocatori lanciati in A con il Trapani – monopolizza l’attenzione ripetendo concetti che il cronista conosce a menadito: dal rapporto fraterno con Giovanni Falcone (“servono i fatti non le parole”) a quello con Zeman, Zoff e Governato ai tempi della Lazio di Cragnotti, all’ingaggio di Sciacca che faceva il contadino e finì al Foggia in A. E in questo crescendo non può mancare – nonostante l’invito alla prudenza del vecchio cronista – la consueta frase “sono un sognatore, voglio vincere, sogno di portare la Lucchese non in B, ma in A”. E alle domande di natura economica legate al budget lui replica: «I soldi non hanno importanza, io le cose le faccio con il cuore. Non sempre chi spende di più vince di più. Serve una squadra di giocatori che lottano, che hanno valori, poi non si può dire se uno arriva primo o terzo. L’importante è che la Lucchese sia protagonista”. Bulgarella chiede più impegno alla città: «A volte mi stanco: ci vuole che la città risponda, anche dal punto di vista imprenditoriale».Poi c'è la questione Porta Elisa, con il progetto di Aurora accantonato e quello che proprio il presidente rossonero intende presentare: «Il progetto da 60 milioni non stava in piedi. Uno da 10-11 milioni come voglio fare io sì. Entro luglio intendiamo depositare quello non esecutivo. Al Comune ho detto che voglio un sì o un no».

Intanto è stato ufficializzato che l’esordio in Coppa Italia dei rossoneri sarà alle 18 dell’11 agosto a Vercelli.
 

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