Toscana
Bellazzini Mister anti social «Il mio calcio è propositivo»
Ghiviborgo, prima esperienza in panchina dopo mesi da vice
GHIVIZZANO. Concetti semplici e chiari, aperto verso le novità ma allo stesso tempo dotato di spiccata personalità, pieno di interessi e di hobbies. Tommaso Bellazzini, 36 anni, scelto dal patron Marco Remaschi (uno che di calcio se ne intende visto se è vero, com’è vero, che la sua creatura Ghiviborgo si accinge a vivere la decima stagione in serie D), centrocampista dai piedi delicati che alternava qualità a quantità con quasi 400 presenze nei professionisti (un centinaio in B con le casacche di Cittadella e Vicenza) ha accolto la proposta con entusiasmo: «L’ambiente è ideale per crescere sviluppando i concetti di un calcio propositivo. – dice l’allenatore dei colchoneros della Valle per la stagione 2024-25 – Me ne sono reso conto nei quattro mesi in cui ho lavorato come vice di Nico Lelli. Zero stress e tanta complicità. Quando inizierò a lavorare? Abbiamo già iniziato. L’obiettivo è quello di confermare alcuni elementi della passata stagione e affiancarli ad altre con le stesse caratteristiche e gli stessi concetti di lavoro espressi durante l’anno sportivo appena concluso».
Bellazzini ha avuto tanti allenatori, ma nessun maestro: «Non m’ispiro ai tecnici che ho avuto durante la carriera. Con qualcuno ho legato con altri meno. Cerco semmai di evitare di portarmi dietro certi insegnamenti che reputo sbagliati e che spesso rappresentano stereotipi superati. Guardo molte partite in tv e dal vivo e osservo certi movimenti con e senza palla». Il pallone lo segue da bambino: «L’amore per il calcio me lo ha trasmesso il babbo (collaboratore dell’Istituto nazionale di fisica nucleare). Ero tifoso del Milan, ma mi piacevano i calciatori tecnici primo tra tutti Ronaldo il Fenomeno, ma anche Zico e Cruiyff che ho ammirato nei video. Mi piace vedere come i giocatori tecnici riescono a cambiare le partite». Una persona aperta che non pensa notte e giorno solamente al calcio: «Ho due bimbi di quattro e due anni e il mio tempo libero lo dedico a loro. Mi piace molto anche giocare a tennis e leggere non solo libri di sport. L’ultimo letto è il saggio “L’antifragile” di Nassin Taleb che offre una nuova e diversa visione del mondo». Non ama i social, ma si ritiene un “progressista”: «Non ci sono e non li ritengo utili senza un’adeguata preparazione alla base. Credo però nella tecnologia applicata a tutti gli ambiti umani e quindi anche al calcio. Servono però adeguati mezzi culturali per utilizzarla nel modo giusto».
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