Il Tirreno

Lucca

Il caso Porta Elisa

Lucca, stadio: si apre il conflitto tra l’Aurora e la giunta

di Luca Tronchetti
Il rendering del progetto per il nuovo Porta Elisa
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Il rendering del progetto per il nuovo Porta Elisa

Inviata la diffida in consiglio per non annullare il procedimento

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LUCCA. Lo spartiacque della storia infinita del nuovo Porta Elisa – che assomiglia sempre più alla lucchesità della “novella de’ bisconti” – è datato 26 aprile 2022, quando il consiglio comunale dell’epoca diede l’okay al riconoscimento del pubblico interesse e il via libera alla Conferenza decisoria dei servizi. Per “Aurora Immobiliare srl” presieduta dall’imprenditore Antonio Ciuffarella – mandataria del Raggruppamento Temporaneo di Imprese che comprende Lucchese 1905 e Consorzio Santa Rita – da quel momento in poi il progetto diventa d’interesse pubblico: «Attraverso lo studio legale Ceci invieremo in queste ore una diffida scritta all’amministrazione Pardini affinché nel consiglio comunale fissato per giovedì non venga annullato il procedimento come ventilato dalle ultime conferenze stampa. Abbiamo deciso di presentare questa diffida per tutelare la cittadinanza. Perché le conseguenze dell’atto preannunciato dall’amministrazione comunale porteranno a una causa civile con risarcimento del danno legato alla perdita patrimoniale in ragione delle spese affrontate che sono di svariate centinaia di migliaia di euro e dal mancato futuro guadagno sull’opera. E alla fine a pagare le conseguenze di questo atto saranno come al solito i cittadini».

Risarcimento del danno

«Sino a un mese e mezzo fa – prosegue Ciuffarella – gli uffici comunali ci avevano garantito che tutto procedeva per il meglio. Ricordo bene come esponenti della nuova amministrazione, che all’epoca erano all’opposizione, incalzassero la vecchia giunta sui tempi per portare a termine l’iter burocratico». All’improvviso arriva il voltafaccia. «L’ultimo l’altro giorno: con una pec ci informano che non accettano la proroga chiesta di 150 giorni motivandola con tempistiche diverse legate all’impianto sportivo. Come potevano pensare che in 10 giorni, termine peraltro non perentorio, potevano rispondere a tutti quei quesiti? Tra l’altro alcune delle richieste del Comune erano irrealizzabili ed illegittime e pertanto abbiamo proposto di prorogare i termini, ma di fronte al secco diniego del Comune ho già dato mandato ai nostri legali di impugnare gli atti al Tar della Toscana, con tutte le richieste di danno conseguenti alle ingenti somme già spese».

La battaglia giuridica

«Come Aurora Immobiliare siamo dispiaciuti della decisione del Comune che priva la città e la squadra di una grande opportunità. – conclude il presidente di Aurora – È la prima volta che un Comune sostiene che un’opera realizzata con fondi interamente privati non è sostenibile economicamente, nonostante il Piano Economico e Finanziario del Progetto sia stato asseverato secondo legge da un ente abilitato, certificandone così la sostenibilità. Vede, se non ci fosse stata la dichiarazione di interesse pubblico i costi che abbiamo sostenuto (studi di fattibilità, incarichi professionali, carotaggi, planimetrie, ecc) sarebbero stati a nostro carico e una volta presentato il piano la mancata accettazione del nostro project financing dell’amministrazione o del consiglio comunale che avevano tutto il diritto di recedere senza che il privato potesse accampare pretese di natura economica. Adesso la situazione è diversa e noi ci rivolgeremo in tutte le sedi giudiziarie per rivendicare un nostro diritto. Un progetto alternativo, tipo quello ventilato dal Gruppo Bulgarella? Sicuramente una ristrutturazione minimale dello stadio Porta Elisa non è di nostro interesse e, a nostro avviso, questo sì che sarebbe insostenibile senza fondi pubblici. La nostra proposta progettuale prevede un impianto di ultima generazione, degno di una città che abbia ambizioni di crescita, di sviluppo, di servizi per la città e di sostenibilità per la squadra di calcio, una città come Lucca merita questo. Un ripensamento? Sul punto siamo scettici, ma pronti al dialogo».

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