Sicurezza
Lo Faso e la Lucchese «Gorgone è un asset a cui affiancare il ds»
L’ad parla a 360 gradi: dallo stadio alla squadra
LUCCA. Ray Lo Faso, amministratore delegato della Lucchese, tra passato, presente e sopratutto futuro a tinte rossonere. Da Gorgone al diesse che verrà, dall’allestimento della squadra 2024-25 sino agli investimenti fatti sul Porta Elisa e allo stop del Comune al progetto di Aurora Immobiliare
Dottor Lo Faso può fare un punto sulla situazione sportiva della Lucchese in vista della nuova stagione?
«Vorrei che fosse chiaro a tutti che ripartiamo da un punto fermo: Giorgio Gorgone. Ricordo che il mister ha un contratto in scadenza nel giugno 2025. In questi giorni sia io che il presidente lo abbiamo incontrato e stiamo lavorando in ottica futura. Lui è un asset della società. Stiamo parlando perché c’è la volontà di proseguire con lui per completare il lavoro iniziato in questa stagione. L’obiettivo è quello di migliorare l’organico e facendo tesoro degli errori commessi nella stagione appena andata in archivio. Sia noi che lui abbiamo voglia di rivalsa. Diciamo la verità: sul piano del gioco la Lucchese per larghi tratti del campionato non è stata messa sotto da nessuno degli avversari. Ci sono mancate due componenti essenziale: la carenza in attacco di un elementi in grado di risolvere partite dominate e l’assenza in organico di giocatori che a livello caratteriale sapessero trascinare i compagni nei momenti di difficoltà. E per comporre la nuova rosa ci stiamo già muovendo per ingaggiare quei calciatori che quest’anno sono mancati. Il direttore sportivo? Il presidente e anch’io riceviamo decine e decine di telefonate di diesse che si candidano a ricoprire quel ruolo. Prenderemo il tempo necessario per compiere una scelta così fondamentale e che dovrà agire non solo in piena sintonia con il presidente e la società, ma anche con mister Gorgone. Perché la figura dell’allenatore e del direttore debbono viaggiare in sintonia. Mi consenta di fare una piccola precisazione a quanto riferito dal direttore sportivo Evacuo. É vero che per qualche settimana ha visionato per noi qualche elemento, ma si trattava di un breve periodo per tastare il livello. Io e il presidente lo abbiamo incontrato una sola volta l’anno scorso di giugno e per la definizione di certe trattative (leggasi Ravasio) a parlare con il procuratore in un albergo di Viareggio c’eravamo io e il dg Mangiarano. Con questo capisco l’amarezza e il dispiacere del giovane diesse perché la scelta è ricaduta su altri (Frara). Una decisione, quella di non avvalersi della sua professionalità, che gli comunicai».
Per quanto riguarda lo stop alla realizzazione del nuovo Porta Elisa qual è il ruolo della Lucchese 1905?
«Sul tema del nuovo stadio ci siamo sempre espressi con grande chiarezza. Non siamo venuti a Lucca per realizzare lo stadio da 50 milioni il quale, da subito, ci è sembrato poco sostenibile per la città. Inizialmente neanche eravamo a conoscenza del progetto perché abbiamo dato precedenza a situazioni più urgenti, mettendo in sicurezza il futuro della società. Lo strumento che viene utilizzato per l’approvazione del progetto è il "Project Financing", che mette in relazione un'entità privata, Aurora Immobiliare, che vuole investire su un bene pubblico. Per tale asset il potere decisionale è unicamente del Comune di Lucca. La Lucchese, al momento, non ha nessun ruolo attivo nelle decisioni e nell'iter di realizzazione e approvazione del nuovo stadio. Non abbiamo veti da porre o da togliere. Allo stesso tempo ci siamo detti sempre disponibili, sia con l’amministrazione sia con Aurora Immobiliare, a valutare insieme un progetto economicamente più sostenibile. Il futuro del club non può essere legato al progetto del nuovo stadio. Il Gruppo sta già lavorando alla prossima iscrizione al campionato e sul Porta Elisa abbiamo fatto un investimento iniziale, al fine di renderlo agibile aumentandone anche la capienza totale, per circa 500mila euro. Abbiamo già lavorato con la giunta per superare altri limiti dell’impianto come la situazione legata alle torri faro».
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