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Lucca

L’ira di Bulgarella: «La pazienza è finita Mi sento tradito, ora si cambia registro»

di Luca Tronchetti
L’ira di Bulgarella: «La pazienza è finita Mi sento tradito, ora si cambia registro»

Il patron della Lucchese dopo l’eliminazione dalla Coppa pensa a un repulisti generale

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LUCCA. Il vaso è colmo e la delusione cocente. Il presidente Andrea Bulgarella non se l’aspettava. Credeva fermamente nel passaggio del turno e nella conquista della finale. E in settimana era stato vicino alla squadra e aveva contattato il tecnico un’ora prima del fischio d’inizio della sfida all’Euganeo. Con il passare delle ore l’amarezza e il dispiacere lasciano spazio al disappunto e alla rabbia per quello che lui ritiene un «autentico tradimento». Adesso sono tutti in discussione: dirigenti, allenatore e calciatori. Il leader nazionale nel settore della costruzione di alberghi e nel recupero di strutture ricettive è pronto al termine della stagione a resettare e ripartire con rinnovato slancio: «Se le cose non sono andate per il verso giusto il principale responsabile è sempre il presidente. Non sono una persona invadente e non mi sono imposto: mi sono fidato dei collaboratori, ho avallato tutte le loro decisioni anche se, in certe circostanze, le mie idee non coincidevano con le loro anche nella scelta di almeno un paio di calciatori. Adesso però la pazienza è terminata e si cambia registro».

Tradotto: alla fine della stagione ci sarà un repulisti generale. «Quest’anno ho speso tre milioni e non mi aspettavo certo di trovarmi a dieci turni dalla fine del campionato al quattordicesimo posto in classifica. Sono profondamente insoddisfatto. E non solo per la sconfitta e l’eliminazione dalla finale di Coppa Italia di C che sognavo di disputare magari contro il Catania, ma per il modo in cui è maturato quel ko e altri prima di quello. Cambierò perché sono deluso dagli uomini prima ancora che dagli atleti. Mi sono sempre esposto in prima persona per incoraggiare la squadra e il suo allenatore. Nonostante gli impegni e qualche acciacco sono stato vicino nei momenti difficili mettendoci la faccia. Sono arrivato persino a rinnegare il gioco offensivo per accontentarmi di fare punti e soprattutto di passare il turno anche facendo le barricate. La mia positività, il mio entusiasmo e la mia fiducia evidentemente sono state mal riposte. Mi hanno mancato di rispetto e questo non posso tollerarlo. Sono un imprenditore vincente e questa mentalità la voglio trasmettere anche nel calcio. Non sono venuto a Lucca per fare la comparsa o per navigare a vista tirando a campare».

La domanda sorge spontanea: Gorgone rischia l’esonero? «Cambiare adesso aggiungerebbe confusione alla confusione già esistente. Al mister, che ho protetto come un nipote, chiedo solo di trovare la concentrazione necessaria per chiudere la stagione e portare in porto la nave. A quota 42, ma forse anche a quota 40 la permanenza in C è garantita. Ma da ora in poi mi riapproprio della squadra e deciderò io a 360 gradi».

Segno che anche la permanenza del tecnico nella prossima stagione non è così certa come lo era appena un mese fa. Nomi l’ingegnere non li fa, ma l’impressione è che nella prossima stagione il presidente compia una vera rivoluzione copernicana: a partire dallo staff dirigenziale per proseguire a quello tecnico e continuare con l’organico: «Il mio amico Gianni Rivera negli anni Settanta assieme ad altri campioni aveva creato l’associazione calciatori e se oggi chi gioca a calcio a certi livello è un professionista, con tutto ciò che ne consegue a livello assistenziale, previdenziale e contributivo, lo deve a quegli uomini. Ecco in questa Lucchese non ho visto uno spirito professionistico nel volersi migliorare giorno dopo giorno, partita dopo partita. Dopo sei mesi commettiamo sempre gli stessi errori, come testimoniano i gol subiti sui calci d’angolo, e non riusciamo a concretizzare la mole di azioni costruite. Segno tangibile dell’inadeguatezza degli interpreti». Il presidente non lo dice, ma abbiamo la netta sensazione che la rosa della prossima stagione sarà assai diversa dall’attuale.

Poi Bulgarella si rivolge alla tifoseria: «Capisco la frustrazione. Io sono più deluso di loro. Agli sportivi voglio dire che se ho preso la Lucchese a febbraio in una grave situazione debitoria che avrebbe portato il club a non iscriversi al campionato non l’ho fatto per vivacchiare, ma per cercare di vincere. E non sono d’accordo con i miei dirigenti quando accusano e imputano la vecchia proprietà di debiti pregressi con l’Erario e altri istituti. Chi ha ci ha preceduto ha fatto quanto era nelle proprie disponibilità poiché non si trattava di imprenditori, ma di persone che cercavano di fare calcio per il bene dello sport lucchese. Stiamo risistemando i conti e non dobbiamo ogni volta rivangare sul passato. Dobbiamo pensare al presente e al futuro di questa squadra. Ripeto: finiamo il campionato nel migliore dei modi arrivando il prima possibile alla quota salvezza. Poi lavoreremo per migliorare la squadra e riportarla dove merita. Abbiamo iniziato scegliendo un maestro di calcio come Massimo Morgia che a breve presenterà il progetto di settore giovanile».

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