Sicurezza
Lucchese rischia la beffa Tiritiello la salva al 94’
Per vincere in trasferta non bastano due legni e sei palle gol. Il pari arriva nel recupero dopo la rete nell’unico tiro del Pineto
PINETO (TERAMO). Due legni, sei conclusioni respinte dal portiere (che è stato il migliore in campo), 70 minuti di dominio assoluto per poi portare a casa un misero puntino scavato al quarto minuto di recupero con il colpo di testa della disperazione di capitan Tiritiello evitando così l’ennesima cocente beffa. Diciamoci la verità: questa squadra con un centravanti di razza avrebbe perlomeno 7-8 punti in più viaggiando almeno a livello del Pontedera. Lo si è visto anche a Pineto. Con Yeaboah infortunato, Magnaghi ombra del giocatore di due anni fa e Russo tutto è fuorché una punta centrale la squadra non riesce a finalizzare la mole di occasione che le capitano. Perché parliamoci chiaro: se la Lucchese fosse passata in vantaggio, come avrebbe meritato, già nella prima frazione di gioco la sfida sarebbe stata tutta in discesa e tornare a vincere in trasferta (l’ultima volta risale al 16 settembre dello scorso anno, 3-1 alla Recanatese) non sarebbe stato più un miraggio. Consola vedere l’applicazione e la forza d’animo dell’undici di Gorgone che si sono ribellati a un destino cinico e baro riuscendo perlomeno a dare continuità alla vittoria contro la Spal, restando a ridosso dei playoff, tenendo sotto il Pineto e abbandonando la zona rossa dei playoff. Il tutto in attesa della crescita di Disanto (ottima la prima frazione con la conclusione deviata sulla traversa da Tonti) e dell’inserimento in mezzo al campo di Astrologo.
Senso unico
Gorgone inserisce Sabbione in luogo dello squalificato Gucher (scelta azzeccata) riportando al centro capitan Tiritiello ed è costretto a rinunciare a Yeboah che non recupera dall’infortunio e non va neanche in panchina sostituito da Magnaghi. Un primo tempo a senso unico dove la Lucchese tira almeno cinque volte nello specchio della porta, con il portiere Tonti che tiene in partita i suoi compagni esibendosi in un paio di ottimi interventi e di una deviazione sulla traversa che salva il risultato. Disanto è scatenato a sinistra con Baggi che non lo tiene (mister Beni se ne accorge e nella ripresa lo toglie per l’esperto Merafini), Rizzo Pinna è una spina nel fianco, Quirini e Visconti giocano di sponda, Benassai, Sabbione e Tiritiello si fiondano in avanti per sfruttare l’elevazione su corner e punizioni. Ma è tutto inutile: il gol non arriva. Agli abruzzesi invece non pare aver giovato il cambio di allenatore (da Amaolo a Beni) e quello di modulo (dal 3-5-2 al 4-3-3). Si vedono poco dalle parti di Chiorra e al di là di qualche allungo del camerunese Njambé e un paio d’intuizioni del giocatore-simbolo-bomber Volpicelli (11 reti all’attivo), dimostra di andare in difficoltà ogni volta che la Lucchese preme.
Il rischio della beffa
Nella ripresa la musica non cambia. Anzi, la Lucchese stringe d’assedio la retroguardia locale che non riesce nemmeno a far ripartire il contropiede. Così prima Sannipoli in scivolata salva su Sabbione a due passi dal portiere e pronto a depositare la palla in rete e poi Tiritiello – sempre su angolo tagliato calciato da Rizzo Pinna – schiaccia di testa mandando la sfera a sbattere sulla traversa. Contrariamente a quanto accaduto a Gubbio i cambi utilizzati dal trainer biancazzurro non sortiscono alcun effetto. Pensi che da un momento all’altra la Lucchese passi in vantaggio e invece accade esattamente il contrario. Alla mezz’ora una punizione dal limite calciata da Volpicelli costringe Chiorra a una deviazione. La palla resta dalle parti del capitano abruzzese che la rimette in area dove il centrale Ingrosso è più lesto di tutti a staccare di testa e a battere il portiere. Roba da non crederci. Commovente lo spirito indomito di questi ragazzi che si riversano in avanti. Gorgone azzecca la mossa inserendo un pimpante Guadagni che prima con una serpentina mette in ginocchio mezza difesa e poi, all’ultimo respiro quando mancano 60 secondi al termine, pesca Tiritiello sganciatosi in area (come faceva a fine anni Ottanta lo stopper Carlo Pascucci su ordine di Renzo Melani), con il capitano che infila Tonti e fa esplodere di gioia la panchina e i tifosi giunti da Lucca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
