Sicurezza
Lucchese la svolta tanto attesa
Dopo i tre punti del rilancio ora serve continuità nella trasferta di sabato a Pineto. Gli abruzzesi cambiano allenatore: via Amaolo dentro Beni già secondo in A e B
LUCCA. Una vittoria che ha il sapore di una svolta tanto attesa con la Lucchese che, nonostante tutte le difficoltà, può ancora lottare su due fronti: la Coppa Italia di C e un posto nelle zone meno nobili dei playoff. É bene essere chiari: Cesena (con un piede e mezzo in serie B), Torres (che ci proverà sino in fondo è ha ingaggiato l’esperto Aleandro Rosi ex Roma e Perugia), Perugia, Carrarese, Pescara e Gubbio sono irraggiungibili. Restano quattro posti – dal settimo al decimo posto – e corrono sullo stesso piano Pontedera (ha diversi punti di vantaggio, ma il fiato corto al di là della vittoria con la Recanatese), Virtus Entella, Arezzo, Rimini, Lucchese e Juventus Next Gen. Sei squadre per quattro posti (a meno di un miracoloso e improbabile recupero dell’Ancona) quando mancano 14 partite alla fine con 42 punti in palio. Il successo cercato, voluto e meritato con la Spal che ha decretato l’esonero di Leonardo Colucci e il ritorno di Mimmo Di Carlo ha messo in evidenza alcuni aspetti. Prima di tutto l’innesto benefico di Disanto capace di rendere più vivace il fronte offensivo e in secondo luogo la posizione di centrale difensivo di Gucher che ormai va annoverato in quel ruolo magari con accanto Tiritiello e Benassai al top della condizione e non come in questo periodo dove sono afflitti da problemi fisici non di poco conto. Al massimo il calciatore austriaco, in certi frangenti della partita, può essere spostato sul vertice alto del centrocampo a tre proprio perché possiede doti balistiche non indifferenti.
Terremoto a Pineto
Nella speranza di recuperare De Maria nel match di sabato (ore 16,15) l’intento di Giorgio Gorgone è quello di dare continuità ai risultati e la sfida in terra abruzzese con il Pineto, agevolmente battuto all’andata, potrebbe rivelarsi una ghiotta e favorevole occasione. Ma ecco che arriva nel club biancoceleste il terremoto che non ti aspetti. La sconfitta nel derby con il Pescara di Zeman costa il posto a mister Daniele Amaolo, il tecnico della promozione in Lega Pro. Al suo posto arriva un figlio d’arte: Roberto Beni, classe 1967, il cui padre Paolo, fiorentino trapiantato nelle Marche e oggi ottantaseienne, è la storica bandiera della Sambenedettese (415 presenze e 22 reti). Beni, professore di educazione fisica, è stato lo storico secondo di Stefano Colantuono – seguito a Bergamo con l’Atalanta, a Bari e nell’Udinese allo stesso modo di Gorgone con Stellone – e per un certo periodo anche di Davide Ballardini che ha seguito alla Samb in C, a Cagliari e a Pescara. Ipotesi sul tavolo: contratto sino a giugno con opzione per il rinnovo.
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