Proteste
Lucchese. Arriva Bulgarella
«A breve incontrerò la squadra in ritiro: voglio guardarli negli occhi e fare chiarezza». Riflessione sul mercato in entrata: contro la Recanatese una sfida da ultima spiaggia
LUCCA. «Voglio guardare negli occhi tutti i ragazzi, capire cos’è che non va, perché a fronte di prestazioni importanti non arrivano i punti sperati. Voglio dare loro ancora fiducia: credo nel lavoro del mister e nelle capacità dei calciatori che, forse tolti quelli del Cesena, per me sono i migliori. Ma se non sapranno invertire la rotta allora anche la mia fiducia verrà meno e quando tradisci la stima e le aspettative le conseguenze sono facilmente intuibili». Andrea Bulgarella, presidente della Lucchese, domenica sera non era al Porta Elisa. Da otto giorni è bloccato in casa da una fastidiosa forma influenzale: «Ieri stavo un po’ meglio, ma domenica non ho chiuso occhio dopo che mi hanno comunicato la sconfitta interna con il Sestri Levante. Domani (oggi per chi legge) farò di tutto per essere al mio albergo di Viareggio dove da ieri la squadra è in ritiro. Ero a Perugia e devo dire che, pur essendo priva dei due leader (Gucher e Tiritiello), nel primo tempo i ragazzi mi erano piaciuti. Avevamo dominato dando spettacolo contro avversari più quotati colpendo tre pali con un gol annullato su calcio d’angolo che mi piacerebbe rivedere alla moviola. Poi, preso un gol ci siamo sciolti. E mi hanno detto che la stessa cosa si è ripetuta contro i liguri davanti ai nostri tifosi che sono delusi così come lo siamo anche noi». L’ingegnere – presidente dal 1990 al 1998 del Trapani in D e C – cerca di dare una spiegazione a questi improvvisi black out che producono sconfitte in serie (nove in questa stagione tra cui quattro al Porta Elisa con Pescara, Pontedera, Vis Pesaro e Sestri Levante): «Non sono un esperto, ma questa squadra non possiede al suo interno la forza e il coraggio necessario per reagire alle avversità che possono capitare nell’arco della gara. Al primo episodio negativo anziché reagire i ragazzi si deprimono, si innervosiscono, perdono concentrazione e dinamismo. Anche i più esperti – che dovrebbero prendere per mano i giovani – non hanno la forza d’animo necessaria, il vigore, la giusta presunzione per dare una scossa e la giusta carica ai compagni. Per questo voglio incontrarli. Mi devono dire cos’è che non li rende tranquilli, perché sono attanagliati dalla paura di perdere e vanno in confusione mentale. C’è qualcosa che non va nella preparazione, negli schemi tattici, nell’approccio alla partita? Sono pronto a sostenere ancora il mister, che reputo persona seria, corretta e preparata, e tutti coloro che scendono in campo. Ma adesso è vietato sbagliare. Non tollererò più altre prestazioni come quella andata in scena domenica sera». Il presidente non lo dice apertamente, ma quella di sabato contro la Recanatese sarà una sorta di ultima spiaggia per tutti. Nessuno escluso: dal tecnico ai dirigenti passando per i calciatori. Un esame senza possibilità di appello. Perché la classifica è lì impietosa con la Lucchese scivolata a due punti dalla zona playout che vede invischiate la corazzata Spal (con la proprietà pronta a nuovi investimenti) e l’Ancona partita con ben altre ambizioni di classifica e che, con i numerosi innesti arrivati dal mercato di riparazione e tutti voluti da Colavitto che li aveva già allenati l’anno scorso, uscire ben presto dalla scomoda posizione attuale. Serve quindi un riscatto immediato per salvare la stagione evitando a tutti i costi i playout. Sul mercato – che oggi ha subito una battuta d’arresto legata all’arrivo della punta Tommasini dal Pescara – il presidente si rimette alle decisioni della direzione tecnica in accordo con l’allenatore. Il tutto però condizionato dalla salvaguardia del bilancio tra entrate e uscite. Perché, è ben essere chiari, siamo di fronte a una società che attua il minutaggio (quattro under sempre in campo) e tiene d’occhio i conti.
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