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Gucher, la forza dei nervi distesi «Alla Lucchese serve equilibrio»

di Michele Masotti
Il mediano rossonero palla al piede nella sfida interna contro il Gubbio (foto Sermacchioli)
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Il mediano rossonero palla al piede nella sfida interna contro il Gubbio (foto Sermacchioli)

Lo stakanovista rossonero invita alla pazienza perché il gruppo vuol crescere

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LUCCA. È la legge del “pàron” Nereo Rocco: in campo come nella vita. Nella maniera con cui gestisce sapientemente ogni pallone in mediana oppure nel terzetto difensivo (da incorniciare la sua prova tre giorni fa ad Avellino), Robert Gucher soppesa qualsiasi parola. Proprio come fa un leader. Uno status che il centrocampista di Graz ha dimostrato di meritare, a suon di prestazioni sul campo e comportamenti esemplari, sia nelle precedenti esperienze di Frosinone e Pisa. In vista della sfida di Carrara, calcio d’inizio domani sera alle 20,45, lo stakanovista rossonero, in campo in tutti i 21 match stagionali, ha tracciato un bilancio sul rendimento dalla Lucchese in questa prima metà di campionato. «In estate sono cambiate molte cose tra cui pure la società- dice Gucher- Ci sono delle dinamiche da aggiustare, ma il club sta facendo di tutto per metterci a nostro agio. Considerando il livello del torneo e i molti elementi giovani che abbiamo in rosa, il giudizio su quanto fatto in campo è positivo. In questo campionato con due vittorie consecutive può ritrovarti in un'ottima posizione playoff, così come se perdi un paio di gare finisci nei playout. Serve equilibrio. Non dimentichiamoci, poi, che da tre mesi stiamo giocando ogni tre giorni. Questo è un gruppo sano che vuole crescere insieme e togliersi tante soddisfazioni». Tornando alla vittoria di Avellino, giunta a soli tre giorni dal deludente pareggio interno con la Fermana, il 32enne regista sottolinea come la soluzione della difesa a tre sia stata una mossa studiata da tempo da Gorgone. «Era una scelta che da mesi stavamo provando in allenamento.- rivela Gucher- Come difensore centrale avevo già giocato nel finale di gara a Rimini, ma fu una situazione forzata visto che eravamo appena rimasti in dieci. Diciamo che il mister ha avuto coraggio a impiegarmi lì, considerando gli irpini schieravano in attacco Sgarbi e Marconi. Ringrazio i nostri tifosi per averci seguito in una trasferta così lunga. Preferenze su chi incontrare in semifinale di Coppa Italia? Difficile dirlo considerando che le due gare si disputeranno un mese l'una a distanza dall'altra (andata mercoledì 24 gennaio e ritorno il 28 febbraio). Forse il Padova, che sarà ancora in lizza per la promozione diretta in Serie B, potrebbe avere di più la testa sul campionato. Si tratta sempre, però, di un discorso prematuro». Gucher, infine, spiega la repentina metamorfosi rossonera tra Fermana e Avellino con le condizioni dei terreni di gioco: «Non deve essere un alibi- premette il numero 27 di Gorgone- Contro i marchigiani siamo stati penalizzati da un manto erboso che non ci permette di muoverci in velocità, facilitando il compito alle formazioni che ricorrono ai lanci lunghi. Sui campi in sintetico, come quello campano, Ferrara e Recanati, avevamo espresso un bel calcio. A Carrara ci attende una partita complicata al cospetto di una squadra costruita per arrivare tra le prime tre, imbattuta in casa e con una rosa di 25 titolari. Andremo là per conquistare la vittoria. Un pensiero su Cangianiello? Simone è un ragazzo d'oro capace di abbinare, oltre alle sue qualità tecniche, una solida continuità di rendimento».


 

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