La manifestazione
La Lucchese non decolla
Solo un punto per i rossoneri che sbattono con il muro della Fermana. Per centrare i playoff servono una punta, un mediano e un centrale
LUCCA. Il decollo non c’è stato. Rimandato anche l’agognato rilancio in zona playoff. E, conti alla mano, a 180’ dalla fine del girone d’andata la Lucchese edizione 2023-24 non raggiungerà i 29 punti raccolti al giro di boa dalla squadra rossonera della scorsa stagione. Ergo: per conquistare un piazzamento migliore rispetto sarà necessario migliorare l’organico di mister Gorgone. Sono indispensabili almeno una punta che finalizzi l’enorme mole di gioco costruita e i tanti tiri scagliati verso la porta, un centrocampista che possa dare respiro a un reparto sorretto dagli stakanovisti Gucher e Cangianiello e un difensore centrale in grado di sostituire all’occorrenza la collaudata coppia Tiritiello-Benassai (con loro in campo 3 gol subiti sui 19 complessivi). Perché, al di là del lavoro del tecnico, per alzare l’asticella in questo girone complicato servono nuovi interpreti.
Delusione e limiti
Gorgone lo aveva detto alla vigilia: «la Fermana non sarà l’agnello sacrificale». Così è stato. La squadra di mister Stefano Protti per il terzo anno di fila strappa un pari al Porta Elisa. E lo fa senza rubare nulla. Con la partita annunciata alla vigilia per le tante assenze in avanti (Misuraca, Montini, Paponi), per la classifica deficitaria (ultimo posto a 5 punti dai playout) e per una società assente con il rischio (concreto) di una penalizzazione (mancati pagamenti ai tesserati) che metterebbe la pietra tombale sulla salvezza dei marchigiani. Quindi 10 giocatori dietro la linea della palla e l’ex Semprini là davanti a sperare negli altrui errori. E il catenaccio di antica memoria alla fine funziona palesando i limiti di una Lucchese a cui non si può rimproverare almeno l’impegno.
Rizzo Pinna salvaci tu
Su un campo infame (ma non era stato sistemato?) nel primo tempo i rossoneri fanno la partita. Ma al di là di un colpo di testa di Magnaghi e di mezzo palo di Tiritiello ancora una volta l’unico a creare apprensioni è Rizzo Pinna su punizione dal vertice dell’area di rigore. E la prodezza con la Juve Next Gen non si ripete per questioni di millimetri. La palla va a sbattere sulla traversa, rimbalza sulla linea ed esce. Pensi sia questioni di minuti per il vantaggio rossonero e invece scopri che il tempo è dalla parte dei marchigiani. Nella ripresa poi manca la lucidità necessaria e il neo entrato Guadagni commette due gravi errori che inficiano le possibilità di sbloccare il match. Finisce 0-0 con patron Bulgarella che da Trapani non avrà gradito.
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