Il Tirreno

Lucca

Calcio

Lucchese, da Olbia buoni segnali. Ritrovata la via smarrita dopo i ko

di Michele Masotti
Controllo volante di Magnaghi contro l’Olbia (ufficio stampa Olbia)
◗
Controllo volante di Magnaghi contro l’Olbia (ufficio stampa Olbia)

I ragazzi di Gorgone hanno saputo costruire, ma non capitalizzare le giocate

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. La partita perfetta, secondo il padre del giornalismo sportivo italiano Gianni Brera, termina sempre con il punteggio di 0-0. Magari il pari a reti bianche tra l’Olbia di Leandro Greco e una Lucchese ancora convalescente non rientrerà in questa casistica, ma dal “Nespoli” sono arrivate alcune buone indicazioni per la truppa rossonera. In prima battuta essere tornati a non subire gol, l’ultimo clean sheet risaliva al 3-0 inflitto al Pineto lo scorso 30 settembre, inserisce qualche goccia di autostima nel serbatoio della solidità difensiva.

Sarà pur vero che i galluresi non hanno un attacco micidiale, con nove reti sono il terzo meno prolifico del torneo, ma potevano contare sull’ex Nanni e soprattutto Daniele Ragatzu, due clienti scomodi, contenuti bene da una retroguardia orfana di Francesco Benassai. L’arcigno marcatore livornese verrà tenuto a riposo giovedì sera nella trasferta di Ferrara, valida come secondo turno di Coppa Italia, con la speranza di recuperarlo per il posticipo di lunedì 13 novembre quando al Porta Elisa scenderà una Virtus Entella in netta ripresa. Difesa, giova ricordarlo, priva pure di Visconti e Sabbione.

Come rimarcato in sala stampa da mister Gorgone, nella partita più difficile a livello mentale i rossoneri hanno sfoderato il giusto atteggiamento: il mix tra l’impronta propositiva, anche domenica la Lucchese ha creato almeno quattro palle gol, e un’attenzione costante non deve mai mancare.

Riportato nella sua posizione congeniale, si è rivisto un Giorgio Tumbarello modello “duracell”, così come ha funzionato la scelta di avanzare Gucher sulla linea dei trequartisti. Degli interpreti offensivi ha convito maggiormente Federico Russo, principale generatore di pericoli nell’area sarda. Tra conclusioni e assist non sfruttati dai compagni, grida ancora vendetta il cross tagliato mancato sia da Cangianiello che Rizzo Pinna, il 26enne pistoiese rappresenta, al momento, la carta migliore nel folto parco attaccanti a disposizione del trainer romano. Generosa ma sterile in termini di tiri in porta la prova di Magnaghi, mentre prosegue il periodo di appannamento di Giuseppe Guadagni. La note dolente della trasferta sarda rimane, però, la difficoltà a capitalizzare la mole di occasioni create. Un difetto emerso anche in avvio di campionato, quando la Lucchese aveva raccolto unanimi consensi grazie alla sua brillante manovra.

Il viatico per ritrovare il cammino smarrito è quello giusto, a patto di mettere in campo tanta concentrazione, qualità imprescindibile in un torneo ricco di trappole, preparate pure da avversari poco altolocate ma molto organizzato, qual è l’attuale girone B. Il match di Olbia ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, come i giocatori seguano le indicazioni di Gorgone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore