Sicurezza
«Decalogo anti scommesse consegnato ai rossoneri»
L’Ad Lo Faso sottolinea come la Lucchese abbia catechizzato la squadra al momento del ritiro. «Il nostro gruppo è sano»
LUCCA. Con lo scorrere del tempo cambiano pure le abitudini. Prendete a esempio il nuovo scandalo scommesse che sta investendo il calcio italiano. Nel 1980 i grandi accusatori furono il commerciante di frutta all'ingrosso Massimo Cruciani e il ristoratore Alvaro Trinca. Oggi a indossare i panni di un improvvisato pubblico ministero è l’ex re dei paparazzi Giorgio Corona. Allora il nocciolo della questione riguardava le combine delle partite, ai giorni nostri invece consiste in calciatori che avrebbero puntato denaro su match valevoli per competizioni Fifa, Figc e Uefa. Nel caso in cui venisse accertato il misfatto, i tesserati coinvolti rischierebbero pesanti squalifiche come regolato dall'articolo 24 del Codice di giustizia sportiva. Fin qui a essere iscritti sul registro degli indagati sono stati solo tre giocatori accomunati, oltre a percepire stipendi esosi, dall'avere un'età inferiore ai 25 anni. É ancora prestare per dire se questo scandalo sia ascrivibile alla "generazione Z" (i nati tra i medio-tardi anni novanta del XX secolo e primi anni duemiladieci), però pone al centro il tema della fragilità di questi ragazzi, dal portafoglio gonfio, accerchiati da sedicenti amici ma poi tristemente soli davanti a tablet o cellulari. Con una parola, un tempo quasi tabù nell'ambiente, che adesso rimbomba: ludopatia.
Parla l’Ad Lo Faso
«Credo che il calcio sia lo specchio dei tempi- dice l'amministratore delegato della Lucchese Ray Lo Faso- Tanti giovani protagonisti di quel mondo, finiti gli allenamenti o le partite, restano intrappolati in quella rete virtuale. Rispetto alla nostra generazione, inoltre, c'è un abisso in termini di comunicazione. Non è un problema che riguarda solo chi esercita la professione di calciatore, ma tocca tutti quei ragazzi che non riescono a dare il giusto valore al denaro. C'è la tendenza a volere tutto e subito senza faticare, con i giovani che tendono a isolarsi dalla realtà. Essendo mutate le modalità su come scommettere, questi ragazzi lo fanno online con una spaventosa leggerezza».
Il rischio che il fenomeno possa riguardare giocatori di Serie B e C, nomi non grido come quelli entrati nell'occhio del ciclone e con ingaggi più bassi, c'è. In maniera previdente i dirigenti rossoneri, già durante il ritiro, hanno dato un decalogo di regole da seguire ai ragazzi di Gorgone. «Fortunatamente possiamo contare su un gruppo sano- spiega Lo Faso- Questo per noi è un motivo di vanto. A inizio stagione, comunque, abbiamo parlato alla squadra di questa piaga da evitare in ogni modo. Nella malaugurata ipotesi in cui dovesse essere coinvolto un nostro tesserato, prenderemo provvedimenti tutelando il buon nome del club. Al tempo stesso offriremo il nostro supporto al ragazzo per aiutarlo a guarire da questo serio disturbo comportamentale. Con la ludopatia non si scherza».
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