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Ghiviborgo, con il Livorno è una sconfitta onorevole e con rimpianti

di Michele Citarella
Ghiviborgo, con il Livorno è una sconfitta onorevole e con rimpianti<br>

I ragazzi di Favarin mantengono il primato, ma il GhiviBorgo cede soltanto nel finale e recrimina per un gol annullato. La carica degli 800 tifosi amaranto spinge la squadra

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GHIVIZZANO. Tre punti con un colpo di testa di un esordiente assoluto subentrato dalla panchina. Luis Henrique Farinhas Taffner è l’uomo del momento che regala al Livorno tre punti al platino conquistati su un terreno difficile e al cospetto di un GhiviBorgo da applausi e che ha messo in difficoltà la corazzata di Favarin. Padroni di casa accorti anche nel pressing alto e la linea di centrocampo è perfetta quando si tratta di chiudere ogni tentativo di iniziativa da parte ospite. Rispetto alle formazioni della vigilia, Lelli sceglie Nottoli in mediana insieme agli under Signorini e Campani mentre Favarin opta per Ferraro a destra preferito a Nardi. Cori è il terminale offensivo, Cesarini e Giordani lo supportano cercando lo spazio giusto tra le attente e strette maglie locali.
Il primo sussulto della capolista al 17’ con un colpo di testa di Brenna su cross da calcio d’angolo: pallone sopra la traversa. In un avvio senza azioni degne di nota, si segnala soltanto una richiesta di calcio di rigore da parte di Bellini per una potenziale trattenuta in area. Petronelli al 34’ mette i brividi agli ospiti con un destro controllato da Albieri sull’esterno della rete. Qualcosa si smuove nel finale: al 41’ Lepri sbuca dalle retrovie e con il mancino lascia partire il sinistro parato in due tempi di Albieri.
Il gol nella ripresa
A inizio ripresa Giordani illude gli 800 tifosi livornesi di poter vivere una ripresa più dinamica e vivace: il tiro dell’ex è però alto. Il Livorno alza i ritmi e il pressing ma perde poco dopo proprio Giordani, costretto ad uscire per infortunio. Al suo posto esordio per Luis Henrique, brasiliano con esperienza in Giappone, Danimarca e Finlandia. Scherzo del destino, è proprio il brasiliano atipico (fisico longilineo e capelli biondi con carnagione da scandinavo) a sbloccare la partita. Scocca il 28’ quando su una palla vagante in area di rigore nasce l’incertezza nella retroguardia del Ghiviborgo con Becchi e la coppia difensiva che non si intendono favorendo Luis Henrique , bravo a infilarsi tra le maglie del Ghiviborgo per andare a colpire di testa beffando il portiere. Lelli cambia le carte in tavola e prova il tutto per tutto: la velocità di Giannini e le forze fresche di Poli portano il Ghiviborgo in avanti alla caccia del pareggio. Si producono soltanto calci d’angolo e batti e ribatti in area senza impensierire più di tanto Albieri. In particolare, si segnalano le occasioni di Tommaso Carcani (alto) e i dribbling di Giannini fermato da Brenna. L’ultimo tentativo per pareggiare la partita è il tiro di Turini che finisce abbondantemente alto. Per il Livorno di buono ci sono i tre punti, la soddisfazione di non aver subito reti e la consapevolezza di poter vincere anche partite dure che si affrontano senza spregiudicatezza, ma con pazienza e spirito di gruppo. Ingredienti utili, diversi dal bel gioco e dall'essere degli schiacciasassi, per confermare la squadra di Favarin in testa alla classifica. Per Lelli una sconfitta non meritata sul piano del gioco: il Ghiviborgo è mancato davanti, ma è uscito certamente tra gli applausi. Se la qualità del gioco è questa, la salvezza sarà obiettivo alla portata. 
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