Sicurezza
Lucca, l’abbraccio di Jacobs a settecento ragazzi. «Inseguite i sogni»
Il ritorno del campione olimpico dei 100 metri
LUCCA. L’umanità di un campione non si misura dalle vittorie, per quanto leggendarie come quelle conquistate dallo sprinter di Desenzano del Garda, ma dalla capacità di rimanere se stessi. Oltre 700 persone, tutti tesserati della Virtus Lucca più qualche istituzioni come il sindaco Mario Pardini (un passato da guida nel 1996 del paratleta Stefano Gori), hanno partecipato al ritorno nella sua casa sportiva di Lamont Marcell Jacobs, campione olimpico dei 100 metri e nella staffetta 4x100 ai Giochi di Tokyo nel 2021. Accompagnato dalla moglie Nicole e dalla madre Viviana, una figura fondamentale nella sua vita come da lui stesso ricordato, il 29enne velocista ha ritrovato tutte quei dirigenti, a partire dal direttore tecnico Matteo Martinelli, che lo accolsero nel 2012 quando era un talento del salto in lungo. Proprio come Carl Lewis, uno dei suoi idoli. I problemi fisici, però, lo costrinsero, proprio negli anni spesi in terra lucchese, a riporre i propri sogni di gloria sui 100 metri, la disciplina regina dell'atletica. Da quel momento è iniziato una cavalcata che ha portato Jacobs a vincere quasi tutti gli ori nelle competizioni internazionali. A questa sua scintillante bacheca manca soltanto il primo posto nei mondiali outdoor. Mancava da cinque anni a Lucca Jacobs, sommerso dall'abbraccio di tutti quei campioncini n erba che sognano di imitare le sue gesta. «Sono tornato a casa- dice il velocista- Alla Virtus sono cresciuto sia come atleta che come uomo. Ricordo che i miei compagni di staffetta nel 2012 (Vezio Bianchi, Marco Rizzo e Alessandro Orsi anche loro ieri al Campo Martini) sono stati un punto di riferimento». L'esercito dei piccoli tesserati biancocelesti, tutti con una maglietta blu con sul retro la scritta Jacobs 94, ascolta attentamente ogni parola dello sprinter, reduce da un'annata che lo ha visto mettere al collo una medaglia d'argento mondiale nella staffetta 4x100. Simpatico l'incontro con Gioele, il ragazzino dell'Atletica Pietrasanta che nel 2022 rinunciò alla vittoria per soccorrere l'avversario caduto. «Quando sono sui blocchi, non ho nulla a cui pensare. - prosegue - La mia filosofia è quella di correre con il sorriso. Pensare che da bambino avevo iniziato a giocare a calcio. Fu grazie al suggerimento di un tecnico che a nove anni cambiai sport. Quale consiglio sento di darvi? Di tenere aperto il cassetto dei sogni. Per realizzarli incontrerete delle difficoltà, ma ognuno ha un talento ed è in grado di realizzarli. La sconfitta, poi, in certe occasioni equivale a un insegnamento. La mia presenza al prossimo meeting organizzato dalla Virtus? Se ci fossero le condizioni e i tempi giusti, mi piacerebbe esserci». Quel ragazzino che in camera aveva i poster di Lewis e Bolt, ora è un esempio per una generazione di giovani appassionati di questa disciplina. Nel corso della giornata è stato conferito a Giulio Riccomini, figura fondamentale per la crescita della società, il premio Enzo Sansoni, primo presidente Virtus.
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