Gioco
Lucchese, la promozione di Nenciarini: l’ex tattico rossonero va a Lecco
Il 38enne allenatore fiorentino sale in B: «All’inizio stentavo a crederci»
Lucca A oggi è l’unico tesserato della vecchia Lucchese a salire di categoria. Un sogno che si avvera per Francesco Nenciarini, collaboratore tecnico di mister Ivan Maraia nella stagione appena andata in archivio. Cinque giorni fa l’allenatore fiorentino ha compiuto 38 anni festeggiandoli con la sua nuova squadra: il Lecco.
Ragazzo semplice, umile, disponibile, che alle parole preferisce i fatti, si è fatto apprezzare per la sua approfondita conoscenza delle varie metodologie di allenamento. E così le qualità del “tattico” della Lucchese 2022-23 sono arrivate all’orecchio dello staff tecnico di mister Luciano Foschi che circa un mese fa e in tempi non sospetti, quando ancora non era chiaro se la formazione bluceleste sarebbe stata ammessa al campionato cadetto, lo ha contatto al telefono offrendogli un posto di collaboratore della prima squadra: «È successo tutto così in fretta che neanche me ne sono reso conto. Quando mi ha chiamato mister Foschi lì per lì stentavo a crederci. Avevo capito che la mia esperienza nella Lucchese, una squadra che mi è rimasta nel cuore, stava concludendosi visto che dalla nuova proprietà non avevo ricevuto proposte concrete di rinnovo. Il trainer del Lecco, che con una squadra giovane e unita da grandi valori morali ha sbaragliato il campo delle blasonate avversarie, aveva buone referenze su di me e un breve colloquio con lui è bastato per farmi salire sul treno che mi ha portato in riva al Lario e firmare per il club del presidente Di Nunno, una persona squisita, entusiasta e attaccata alla squadra».
Dal 2009 in panchina nei settori giovanili di Aquila Montevarchi, Arno Laterina, Prato, Fiorentina – con un’esperienza in Eccellenza (Rignanese, squadra più giovane di tutta la Toscana) e una breve in D nel Montevarchi prima di svolgere le funzioni di allenatore dell’Academy Udinese – è arrivato a Lucca nell’estate del 2022: «Non smetterò mai di ringraziare il direttore Daniele Deoma, un amico prima ancora che un dirigente, il dg Mario Santoro e mister Maraia con cui non avevo mai lavorato e che mi ha consentito di fare un’esperienza importante e formativa in Lega Pro».
Il momento più difficile a inizio stagione dopo il pari interno con il Pontedera e la sconfitta di Fiorenzuola: «Con il Rimini in casa ci giocavamo tanto e il tecnico è stato bravo e intelligente a fidarsi e capire che era necessario cambiare modulo passando dal collaudato 3-5-2 al 4-3-3 che lui sino a quel momento non aveva mai sperimentato. Da quella vittoria le cose sono andate decisamente meglio, la squadra ha preso fiducia, ha ottenuto punti pesanti ed è approdata ai playoff. Con un pizzico di fortuna in più e qualche infortunio in meno saremmo andati avanti negli spareggi promozione».
Nenciarini è rimasto colpito dalla passione dei tifosi lecchesi per la squadra e dalla bellezza dei luoghi: «Sono arrivato nel momento giusto perché il Lecco, che ha grandi tradizioni, è tornato in B dopo mezzo secolo e la città è letteralmente impazzita. Si susseguono le feste, i selfie, gli autografi che coinvolgono pure i turisti che arrivano in questi rinomati luoghi manzoniani e andando in giro con il mister percepisco l’amore che la gente nutre per lui e per la squadra. Una compagine formata da uno zoccolo duro giusto mix di veterani e debuttanti tra i cadetti. Della comitiva conoscevo soltanto i giovani neoacquisti Degli Innocenti e Donati che arrivano dal vivaio dell’Empoli. L’obiettivo del club è quello di salvarsi e i lavori al Ceppi-Rigamonti sono talmente avanti che non credo giocheremo a lungo all’Euganeo di Padova». Una città, Lecco, che ricorda molto, almeno sul piano del calore e della passione dei tifosi, Lucca: «Agli sportivi rossoneri dico di tenersi stretti ragazzi come Tiritiello, Tumbarello, De Maria e gli altri che erano con me la passata stagione. Gente non solo di categoria superiore, ma di grandi valori umani e morali. Mi auguro con tutto il cuore che a breve anche Lucca calcistica possa festeggiare allo stesso modo di Lecco il ritorno in serie B, un palcoscenico che le compete non solo per il blasone ma anche e soprattutto per l’amore della città verso i colori rossoneri».l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
