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«Una Lucchese coraggiosa che vuole imporre il gioco»

di Luca Tronchetti
Il presidente Andrea Bulgarella e il mister Giorgio Gorgone
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Il presidente Andrea Bulgarella e il mister Giorgio Gorgone

Mister Gorgone vara il 4-2-3-1 che richiede grande applicazione

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Coraggio, ambizione, lavoro. Giorgio Gorgone – da cinque giorni in ritiro con il suo staff e la rosa a disposizione nella quiete de Il Ciocco – incontra per la prima volta i cronisti. E lo fa da uomo vero e leale parlando senza infingimenti: con trasparenza e onestà intellettuale. É alla sua prima esperienza da capo allenatore in una squadra di Lega Pro, ma le idee da sviluppare nella sua testa sono chiare, nitide, cristalline. Certo, per fare in modo che certi principi si trasformino in realtà sul campo servono gli uomini adatti. Ma una cosa è certa: la sua Lucchese sarà una formazione predisposta al gioco che vorrà fare la partita e non sarà disposta a subire per lunghi tratti l’iniziativa avversaria per poi colpire di rimessa. Una formazione a trazione anteriore che diverta e faccia tornare la voglia, ai tifosi dal palato fine, di riempire il Porta Elisa.

Coraggio e modulo

Gorgone ha in testa il 4-2-3-1. Un modulo che richiede massima applicazione e predisposizione alla fatica e al sacrificio. «Da questo punto di vista sono già soddisfatto. Ho trovato un gruppo sano che mi ha impressionato per la passione e la dedizione che mette sul lavoro. In accordo con il preparatore atletico Patrizio Ianni facciamo due sedute giornaliere con carichi molto pesanti: nessuno si tira indietro. Sono tutti al pezzo, hanno entusiasmo e voglia di confrontarsi con altre metodologie. Il 4-2-3-1 sarà la nostra base, ma stiamo lavorando anche ad altre variabili come, per esempio, la difesa a tre. Il calcio oggi è in continua evoluzione e all’interno di una gara ci sono più modi di giocare e atteggiamenti che variano nei novanta e passa minuti». Del gruppo Gorgone conosceva Alagna e Fedato: «Il primo l’ho avuto ad Ascoli quando ero il secondo di Stellone. Lui era nella Primavera e spesso di allenava con la prima squadra. Il secondo invece è stato con noi a Bari. Ad oggi con l’arrivo di Gucher (ufficializzato ieri sera, ora manca Malik Djibril e più avanti Simone Cangianiello) abbiamo 17 giocatori in rosa. Ce ne mancano sei-sette per affrontare il campionato (in allenamento qualche acciacco per Tumbarello e Ravasio). Sono fiducioso, ma per dare una valutazione più precisa della squadra dobbiamo attendere la fine del mercato».

Meglio 2-2 che 0-0

Più De Zerbi e Spalletti che Zeman. Ma per Gorgone il gioco è nato per fare gol e non per evitarli: «Non sono un allenatore che si accontenta e se devo pareggiare preferisco un 2-2 che uno 0-0. E non sono venuto a Lucca per svernare. Se volevo potevo rimanere a Frosinone dove il dg Guido Angelozzi, se il club ciociaro non fosse andato in A, mi avrebbe offerto la panchina della prima squadra. Sono ambizioso e non mi accontento anche se non sono uno da “tutto o niente”. Le rose delle avversarie? Certo che le noto, ma voglio ricordare che non sempre vincono le squadre più attrezzate. Nella stagione appena conclusa la Pro Sesto, inizialmente candidata ai playout, ha conquistato i playoff offrendo un calcio spumeggiante. L’anno scorso con la Primavera 1 del Frosinone ci davano per spacciati: alla fine del girone d’andata eravamo secondi. Poi si sono infortunati un paio di giocatori e in un mese e mezzo abbiamo perduto diverse posizione salvandoci con largo anticipo». Lucchese coraggiosa quindi, ma non incosciente: «Mi piacciono le squadre propositive che rischiano per ottenere il risultato pieno, ma non sono un offensivista ad oltranza. Le mie squadre provano a fare la partita e non hanno timori reverenziali».

Tempo e onestà

In questi giorni è venuto a trovarlo l’amico Marco Napolioni – come Carlo Pascucci suo vicino di casa a Roma e con cui ha percorso un tratto di strada assieme – che garantisce sulla serietà e la competenza del neo mister rossonero. Gorgone chiede ai cronisti un po’ di tempo per giudicare e soprattutto onestà intellettuale riguardo alle prestazioni: «La padronanza di gioco e la serenità in campo si acquisisce lavorando duramente e con grande intensità. – conclude Gorgone –Sono sincero: se avessimo saputo del ritardo nella partenza del campionato forse avremmo ritardato di qualche settimana il ritiro per essere più pronti al via. Credo che, specie all’inizio, la comprensibile tensione ci possa far commettere qualche errore che può condizionare anche il risultato. Ma quello che a me interessa è l’atteggiamento propositivo in campo tenendo ritmi alti senza lasciare agli il possesso palla».

Le amichevoli

Ieri è stato ufficializzato il centrocampista Gucher (notizia già riportata da il Tirreno) e comunicate le amichevoli. Mercoledì 26 terminerà il ritiro a Il Ciocco e i due giocatori avranno un paio di giorni di riposo (27 e 28). Il 31 gli allenamenti riprenderanno al Bui di San Giuliano Terme (a Saltocchio devono essere completati i lavori). Mercoledì 2 agosto a Forte dei Marmi i rossoneri debutteranno con il Real Forte Querceta, domenica 6 agosto la Lucchese giocherà al Lotti di Poggibonsi mentre il 10 agosto è finita l’amichevole ad Altopascio con il Tau Calcio. Tre formazioni di serie D. Per quanto maglie e abbonamenti, mercoledì 26 luglio saranno presentate le nuove casacche, due giorni dopo la campagna abbonamenti e lunedì 31 luglio inizierà la prevendita.
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