Il dolore
Lucchese Emanuele Testini in pole per diventare il vice di Gorgone
I due sono stati compagni di squadra per cinque stagioni nella Triestina
LUCCA. Compagni di squadra dal 2006-7 al 2010-11 in Serie B con la maglia della Triestina, Giorgio Gorgone ed Emanuele Testini potrebbero tornare a lavorare insieme nella Lucchese. Non più in campo, dove il primo nel suo ruolo di mezzala copriva le spalle alla fantasia del secondo, ma nello staff tecnico. Reduce da una stagione alla guida della formazione femminile dell’Arezzo, Testini, che nel team amaranto aveva ricoperto in precedenza il ruolo di Ds, è il candidato numero uno per diventare il vice allenatore di Gorgone. I crismi dell’ufficialità non ci sono ancora, ma i presupposti per sancire questo reunion ci sono tutti.
«Con Giorgio abbiamo condiviso la stanza nei ritiri nelle cinque stagioni nel club friulano – ricorda il 46enne perugino – siamo riusciti a instaurare un rapporto fraterno, mantenendo i contatti anche al termine della nostra carriera. Già quando giocavamo, però, si vedeva che Gorgone possedesse tutte le qualità di un allenatore. In mezzo al campo era il motore di una squadra, sapeva abbinare il suo carattere di temperamento una grande visione di gioco». Calciatore e tecnico sono due mestieri logicamente diversi, ma certe peculiarità si riflettono pure passando dall’altra parte della barricata. «La capacità di gestione di un gruppo e la lucidità delle scelte nei momenti clou dei match sono doti innate – chiosa Testini – Giorgio le ha sempre dimostrate, sia come secondo di Stellone che da primo nelle due annate nella Primavera 1 del Frosinone. Sarebbe bello lavorare insieme a Lucca, una delle città più belle d’Italia e piazza che si merita di tornare a vivere momenti entusiasmanti. Avere un ottimo mister come Gorgone e una proprietà solida sono validi punti di partenza».
In attesa di sapere se continuerà il suo rapporto con la Lucchese (l’accordo verbale che c’era da tempo sembra essersi raffreddato), Domenico Franco si è visto aumentare ulteriormente il numero di giornate di squalifica. Il club rossonero aveva presentato ricorso per ridurre da tre a due le giornate di squalifica (rimediate ad Ancona l’11 maggio nel rovente finale del primo turno playoff). Ma la corte sportiva d’appello presieduta da Pasquale Marino ha rigettato la richiesta dei legali della Lucchese di sentire nuovamente il direttore di gara, asserendo come il mediano calabrese avesse soltanto appoggiato la mano destra sul collo di Paolucci (anche lui squalificato per tre turni) anziché afferrarlo, dopo che quest’ultimo avrebbe sputato al rossonero Bruzzaniti, e ha portato a quattro le giornate lontano dal campo di Franco (che dovranno essere scontate la prossima stagione). Il motivo? «La Corte rileva come le motivazioni del reclamo medesimo si limitano a reiterare argomentazioni di carattere generale, senza contrastare la ragione sostanziale». Oltre il danno la beffa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
