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Lucchese, coperto il debito

di Luca Tronchetti
Lucchese, coperto il debito

Messa nero su bianco l’operazione, adesso il capitale sociale è di 500mila euro. Bulgarella diventa presidente, Russo entra nel cda ed è responsabile del vivaio

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Quarantacinque minuti per rispondere alle domande, puntualizzare, smussare, rilanciare, tranquillizzare. Ray Lo Faso, amministratore delegato della Lucchese, ha dimostrato nel primo faccia a faccia con i cronisti di possedere un’ottima dialettica comunicativa. Pochi chiari concetti sulla parte economico-finanziaria tralasciando quella prettamente sportiva di competenza del direttore generale Giuseppe Mangiarano che sceglierà l’allenatore (Ivan Maraia si sarebbe già rivolto a un noto studio legale cittadino per definire la sua posizione contrattuale) e il direttore sportivo (Daniele Deoma, nonostante le assicurazioni verbali e pubbliche di patron Bulgarella che lo riteneva già confermato, non è intenzionato a proseguire il rapporto per un’incompatibilità di fondo con il diggì e dovrà essere liquidato) e darà il suo avallo con il nuovo gruppo di lavoro per la scelta dei giocatori (oltre a Ravasio, anche il metronomo Franco è destinato a rimanere assieme ad almeno otto dei dieci calciatori attualmente sotto contratto).

Bulgarella e il Cda

L’annuncio era quello atteso da una settimana. Habemus Ricapitalizzazione. La Lucchese che lamentava una perdita di due milioni (al 31 marzo, nella chiusura della trimestrale, erano poco più di 700mila) accumulati in quattro anni di gestione (il decreto Conte legato alla pandemia ha permesso di spalmare sino al 2025) con la ricapitalizzazione fatta dal notaio possiede un capitale sociale garantito di 500 mila euro attraverso le due società a responsabilità limitata del gruppo (la Tonnara srl e la Immobiliare Pisa srl) e una scorta di 1,6 milioni. A breve il club dovrà immettere nuova liquidità: ci sono da pagare stipendi e contributi a calciatori e tesserati per i mesi di marzo, aprile e maggio. E soprattutto c’è da operare sul mercato. Oltre logicamente alla fideiussione e alla sostituzione della vecchia (entro agosto) valida sino a giugno. Prima della giornata di ieri la nuova società aveva immesso nella Lucchese circa 400 mila euro: denaro necessario a evitare penalizzazioni e legato ai pagamenti dei mesi di dicembre, gennaio e febbraio. Immissione contabilizzata nella voce delle passività. La domanda sorge spontanea: ma di questo debito i nuovi padroni del vapore se ne sono accorti soltanto ora? Lo Faso è pronto nella risposta: «È stato fatto un grande atto d’amore a scatola chiusa: la due diligence è stata fatta dopo perché prima non c’erano i tempi. E se ieri non avessimo sistemato i conti non avremmo potuto iscrivere la squadra in C». Il nuovo Cda è composto da Andrea Bulgarella (presidente), Ray Lo Faso (amministratore delegato), Giuseppe Mangiarano (direttore generale a partire dal primo luglio) e Bruno Russo che diventa, come annunciato, anche responsabile del settore giovanile. E così il «collante» ha ricoperto tutti i ruoli nella Lucchese (gli manca solo quello di capo allenatore).

Lavori allo stadio e ritiro

Novità per quanto riguarda gli impianti sportivi. Riqualificazione del Porta Elisa con lavori in tribuna coperta (agibilità 650 posti), allenamenti a Saltocchio (l’ambiente verrà ampliato e migliorato e e prenderà il nome de Le Pantere Sporting Club) che ospiterà gli allenamenti della prima squadra e le gare di giovanili e femminile. Si sposterà anche la sede: individuata una villetta accanto alle Mura. Sull’Acquedotto è previsto un importante intervento dell’amministrazione comunale con i fondi del Pnrr: saranno utilizzati per i giovani del vivaio. Già decisa la location del ritiro della nuova Lucchese: scelto lo spazio de il Ciocco. Mentre per il logo confermato in comodato d’uso quello storico di proprietà di Lucca United.


 

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