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Lucchese, la Toscana sarà dimezzata in C per una stagione povera di derby

di Michele Masotti
Lucchese, la Toscana sarà dimezzata in C per una stagione povera di derby

Probabile addio del Siena, restano solo Carrarese, Pontedera e Arezzo

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LUCCA. La Serie C non è più il giardino di casa delle compagini toscane. Se solo nella stagione 2017-18 il Granducato poteva annoverare al via del girone A ben dieci rappresentanti, cinque anni più tardi c’è l’ipotesi di ritrovarsi con il contingente dimezzato. Un trend negativo che, iniziato con le retrocessioni di Prato (ultima apparizione tra i professionisti dei lanieri, ormai impantanati nelle sabbie meno nobili della D) e Follonica, sta proseguendo con una certa cadenza regolare. Nell’annata 2018-19 fu proprio la Lucchese, autrice di una memorabile salvezza sul campo nonostante i disastri societari e il -25 sul groppone, ad abbandonare la categoria per la mancata iscrizione nell’estate 2019. Nella stagione seguente, con la regular season interrotta a fine febbraio a causa del dilagare della pandemia da Covid, toccò alla matricola Pianese e al Siena, in questa circostanza per problemi economici, ripartire dalla massima serie nazionale dilettantistica. I bianconeri saranno costretti, salvo miracoli che non si intravedono all’orizzonte, a rivivere una sensazione all’insegna di un dèja vu. Se il club del presidente Montanari non dovesse presentare la domanda di iscrizione al campionato edizione 2023-24, a quel punto si aprirebbe lo spazio per almeno una riammissione. Nel campionato 2020-21 lasciarono il professionismo ben quattro toscane: Arezzo, Livorno, Pistoiese e Lucchese, con arancioni e rossoneri che vennero poi ripescati durante l’estate. Pistoiese che, però, non scampò assieme al Grosseto alla Serie D dodici mesi fa.

Nell’ultimo torneo, come noto, sono state Aquila Montevarchi e San Donato Tavernelle a scendere negli inferi del dilettantismo. Ne consegue che alle confermate Lucchese, Carrarese e Pontedera, l’unica new entry risponderà al nome dell’Arezzo, che il collaudato tandem Paolo Giovannini-Paolo Indiani sta ristrutturando per disputare un torneo di medio-alto cabotaggio. Sintomo di come fare calcio a certi livelli in Toscana stia diventando, tralasciando la Fiorentina e un modello sostenibile come l’Empoli, sempre più complesso. Avere un discreto forziere di risorse economiche certamente aiuta, ma queste devono essere dalla competenza, la parola magica di cui spesso ci si dimentica l’esistenza. Il primo anno dell’era Bulgarella, dunque, sarà povero di derby. La settimana appena iniziata, inoltre, sarà quella in cui, oltre al completamento della ricapitalizzazione, dovrà scoccare l’ora delle decisioni riguardanti le caselle di direttore sportivo e allenatore.

Intanto nel tardo pomeriggio di ieri il direttore generale in pectore Giuseppe Mangiarano ha incontrato il direttivo di Lucca United. Tra gli argomenti trattati, c’era pure quello relativo al futuro dello storico marchio del sodalizio rossonero, di proprietà della cooperativa dei tifosi.


 

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