La manifestazione
Lucchese Il tempo delle scelte
La società di Bulgarella deve seminare per avere un raccolto duraturo negli anni Il settore giovanile oltre che di strutture necessita di una vera rivoluzione
LUCCA. Il calcio, come del resto la vita, è pieno di bivi capaci di invertire completamente il cammino. Prendete per esempio l’Ancona. Di fatto a un millimetro dall’eliminazione giovedì scorso, la formazione dorica è stata rianimata dal gol di Mondonico. Una botta adrenalinica che i ragazzi di Donadel hanno tramutato in quel di Carrara, teatro del secondo round dei playoff, in una prestazione superba che ha permesso loro di superare i favoriti locali e di qualificarsi alla fase nazionale dove se la vedranno contro il Lecco. Al posto dei marchigiani avrebbe potuto esserci, tanto per riaprire vecchie ferite, la Lucchese. Sarebbe bastato un pizzico di attenzione in più.
Al di là di questo epilogo, che non intacca la positiva annata dei ragazzi di Ivan Maraia, la compagine rossonera può pronunciare una parola, spesso dimenticata ma fondamentale in questo giochino: programmazione, ingrediente imprescindibile per cucinare un piatto gustoso. È questo il segreto alla base di tanti modelli vincenti, il termine favola invece preferiamo usarlo quando si parla di Hans Christian Andersen.
Lampante il caso della Feralpì Salò, abile a passare all’incasso dopo anni nei quali la proprietà, molto solida, ha costruito mattone su mattone una macchina perfetta con un pilota di spessore per la C come Stefano Vecchi. Alle spalle dei gardesani sono finite realtà del calibro di Vicenza, Pordenone e Padova. Nel calcio del 2023, duole ricordarlo, il prestigio, la tradizione e la storia sono argomenti sicuramente romantici ma che contano il giusto. Altrimenti i bianco scudati del direttore sportivo Massimo Mirabelli, ex Milan 2017-2018, non sarebbero stati eliminati a domicilio dalla Virtus Verona.
Ecco, tornando alle vicende di casa nostra, la Lucchese di Bulgarella deve cogliere questa chance, seminando un raccolto che sia duraturo negli anni a venire. A partire da quelle che saranno le pedine posizionate nei vari ruoli dell'organigramma societario. Professionalità e competenza, senza invasioni di campo, dovranno essere i mantra cardini per permettere alla nave rossonera di veleggiare con tranquillità. Gettare via, a scatola chiusa, quanto di buono fatto nelle ultime stagioni vorrebbe dire ripartire, ancora una volta, da capo. Occorre muoversi, quindi, con raziocinio senza lasciare nulla al caso. Questo per quanto concerne la prima squadra. Discorso differente per il settore giovanile che necessita, oltre che di investimenti nelle strutture (possibile che Saltocchio sia la sede di una foresteria come realizzata a Trapani a inizio anni '90), di una completa rivoluzione.
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