Gioco
Calzolari vinse la tappa della corsa: 119 anni fa di Moser gli ultimi due successi anni Ottanta
Il racconto di tutte le imprese dei corridori con partenza o arrivo nell’arborato cerchio. Quella volta che il vetturino Quartuccio fece salire sulla carrozza il grande Alfredo Binda
LUCCA. La storia del Giro d'Italia s'intreccia con Lucca già alla sesta edizione, quella del 1914. La seconda tappa di quel giro prevedeva la Cuneo- Lucca di 340 chilometri. Vinse Alfonso Calzolari che poi avrebbe la corsa rosa. Ma quella che è rimasta nella storia è la terza tappa, che portava i corridori da Lucca a Roma sulla distanza di 430 chilometri. Partenza a mezzanotte da Porta Elisa. Ad Altopascio, approfittando del passaggio a livello chiuso, Lauro Bordin un discreto atleta rovigino, scattò ed iniziò la sua fuga solitaria. Sui lungarni di Firenze venne acclamato da migliaia di persone come pure ad Arezzo e a Perugia. Ma la bella favola di Bordin svanì alle porte della capitale. Ripreso dal gruppo dopo 360 chilometri di fuga e la tappa se la aggiudicò Costante Girardengo. In una sola tappa due record: la fuga più lunga e la tappa più lunga nella storia del Giro. Due record che non verranno mai battuti. Dopo la sosta per la grande Guerra il Giro si rimise in moto nel 1919 e l'anno seguente nella Torino-Lucca successo di Gaetano Belloni che vincerà anche la seguente Lucca-Roma di “ soli” 386 chilometri. Belloni fece sua anche la classifica finale. Poi in piena epoca”Binda”,nel 1927,il 19 maggio nella terza tappa, la Reggio Emilia-Lucca, vittoria del campione di Cittiglio. Nel giorno di riposo a Lucca si racconta che Binda si fece accompagnare dal popolare Quartuccio, il vetturino del centro, a fare un giro della città. Ad un certo punto si verificò un problema a una ruota della carrozza e Quartuccio, sconsolato, si rivolse a Binda «Abbia pazienza Cavaliere abbiamo forato una gomma». Nella Lucca-Grosseto la vittoria andò a Domenico Piemontesi, ma Binda per la seconda volta si portava a casa il Giro. Nel 1935, la 23esima edizione, la corsa a Lucca parlò francese. Il 3 giugno si disputarono due semitappe: al mattino nella Montecatini/Lucca si impose Renè Debenne, nel pomeriggio cronometro individuale da Lucca a Viareggio e successo dello specialista Maurice Archambaud,detentore del record dell'ora, che poi gli tolse Fausto Coppi nel 1942. Poi una pausa di oltre 20 anni con la guerra in mezzo e nel 1956 la corsa rosa tornò nuovamente a Lucca. Ancora una cronometro, partenza da Livorno, poi Pisa, il Foro di San Giuliano e arrivo a Lucca. Vinse Pasquale Fornara che indossò anche la maglia rosa che difese fino alla famigerata tappa del Bondone quando una bufera di neve decimò il gruppo. Fornara si ritirò e Charly Gaul vinse tappa e Giro. Il giorno seguente nella Lucca/Bologna vittoria dell'olandese Stolker. Ancora una ventina di anni e nel 1977 Lucca fù sede di partenza di una cronometro individuale: Lucca-Pisa di 25 km. Vinse lo specialista delle cronometro,Knut Knudsen, il norvegese staccò di oltre un minuto Moser. Terzo Pollentier che si aggiudicherà quel Giro. Nel 1984, per la prima volta la partenza della corsa rosa da Lucca. Dopo la presentazione delle Squadre in Piazza S.Michele il 17 maggio prologo per l'assegnazione della prima maglia rosa. Partenza da piazza S.Michele davanti al negozio Taddeucci. Vinse Francesco Moser che vincerà il Giro che si concluse a Verona. Il giorno successivo cronosquadre con partenza in Piazza S. Martino. Nel 1985 Giro a ritroso rispetto all'anno precedente, partenza da Verona e ultima tappa a Lucca con una cronometro individuale che prendeva il via da Lido di Camaiore. Vinse ancora Francesco Moser su Bernard Hinault che comunque conquistò in quell'occasione il suo terzo Girod'Italia. Nel 2024 saranno 39 anni che la corsa rosa non fa tappa a Lucca. Il centenario di Puccini potrebbe essere l'occasione giusta per tornare nell’arborato cerchio.
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