Gioco
Demollari story, dal calcio al ring «Il pugilato è una scuola di vita»
Il riconfermato campione italiano dei pesi leggeri racconta la sua impresa
LUCCA. Conquistare prima e confermare poi il titolo di campione italiano sul ring “amico” del rivale di turno. Marvin Demollari, dallo scorso 11 novembre re dei pesi leggeri, ci ha preso gusto. Il PalaBrumatti di Gorizia, città del suo ultimo sfidante Francesco Santacroce, è stato il teatro di uno show pugilistico, ai limiti della perfezione, messo in mostra dal 28enne albanese ma da oltre 20 anni residente a Lucca. Dieci riprese nelle quali il boxeur friulano non ha potuto fare altro che subire la superiorità tecnica e fisica di Demollari, premiato dai giudici dopo le canoniche dieci riprese con una vittoria ai punti impossibile da contestare. 89-100, 91-100 e 90-100 recita un verdetto eloquente. E pensare che nei precedenti due match, risalenti a qualche anno fa, a uscirne vincitore, in un caso grazie a un giudizio molto casalingo, era stato proprio Santacroce. Ma dai mancati successi, come ha insegnato quell’icona mondiale che rispondeva al nome di Nelson Mandela, si impara.
«Onestamente non c’è stata storia – ammette Marvin Demollari –. Sono stato bravo a portare sul ring quanto avevo preparato nelle scorse settimane con il mio staff. Non ho mai lasciato a Santacroce, sospinto dal pubblico di casa, la possibilità di sfruttare la rapidità, una delle sue armi migliori. La conferma della cintura tricolore è l’attestato giusto per quanto abbiamo lavorato duramente in questo anno e mezzo». Demollari, lo ricordiamo, era salito sul trono nazionale dei leggeri sei mesi fa grazie alla vittoria del PalaSantoro di Roma contro il padrone di casa Daniel “Cobra” Spada.
Fu l’intuizione di un amico, Claudio Colzi, ad aprire le porte di questa disciplina al futuro re italiano dei pesi leggeri. «Avevo 17 anni quando sono entrato per la prima volta in palestra – ricorda Marvin Demollari –. Claudio mi diceva che ero predisposto per il pugilato. All’epoca giocavo a calcio, ricoprendo il ruolo di terzino. Dopo qualche anno posso dire che ci aveva visto lungo (ride Demollari ndr). Inizialmente gareggiavo nella categoria piuma (massimo 57 chili) per poi passare nei pesi leggeri (massimo 61 chili). Ammetto di non avere un pugile di riferimento, ma guardo tanti incontri anche di boxeur di pesi maggiori per carpirne i segreti.
Dal 2017, anno in cui è diventato professionista, Demollari vanta uno score di 12 vittorie e quattro sconfitte. All’indomani della sconfitta del 26 dicembre 2021 al PalaTagliate contro Fateh Benkorichi, in palio c’era il titolo di campione italiano, Demollari maturò la scelta di lasciare la Pugilistica Lucchese, dove aveva iniziato a boxare. «Oggi sono seguito da uno staff numeroso – prosegue Demollari, tesserato per la Buccioni Boxing Team di Roma –. Ringrazio pubblicamente Francesco Genovese, Massimo Giuliano, il maestro Massimo Bosio, Francesco Genovese e Luigi Tognetti. Più che uno staff, sono una seconda famiglia per il sottoscritto. Riesco a conciliare la mia professione di responsabile di magazzino alla Valpetrol di Altopascio con la tabella di allenamenti predisposta».
Sono previste tre ore di allenamenti dal lunedì al venerdì, parte atletica da svolgere nella pausa pranzo mentre quella tecnica viene svolta nella palestra di Ponte Buggianese dopo la fine della giornata lavorativa. A queste vanno abbinati i 60’ di attività fisica puntualmente eseguiti ogni sabato. In attesa di capire cosa gli riserverà la seconda metà del 2023, in ballo potrebbe esserci un match internazionale o un nuovo sfidante al tricolore, Demollari invita i giovani ad avvicinare alla boxe. «ll pugilato è una scuola di vita – chiosa Demollari –. Ti fa crescere, non solo a livello fisico ma più che altro mentalmente. Se un ragazzino è timido, questa disciplina lo aiuta ad aprirsi». Se lo dice un campione italiano, c'è soltanto da fidarsi.
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