Sicurezza
Lucchese, il profumo dell’impresa evapora a 60 secondi dalla fine
Perfetta lettura del match con l’ingresso di Romero che segna e fa sognare i tifosi. L’Ancona con una punizione nel recupero pareggia i conti e va avanti nei playoff
Ancona Il veleno è nella coda. E il profumo della grande impresa evapora all’ultimo minuto di recupero per l’unica vera disattenzione di una partita praticamente perfetta nella conduzione e nei cambi. L’amarezza è palpabile al triplice fischio con Franco che si fa cacciare dall’arbitro, molto attento nelle varie fasi del match, per una vittoria che sfuma per una manciata di secondi e che avrebbe consentito il passaggio del primo turno di playoff e la sfida nel derby con la Carrarese allo stadio dei Marmi. Oggettivamente, per come ha condotto la gara contro i dorici, questa Lucchese se lo sarebbe meritato. Invece sarà l’Ancona a giocarsi la qualificazioni alle fase nazionali grazie a un gol di testa al minuto 95 del pennellone Mondonico che, lasciato desolatamente solo (a marcarlo c’era Panico più basso di 15 centimetri), di testa su punizione dalla trequarti di Paolucci infila l’incolpevole Cucchietti. Peccato, davvero. Ma resta il plauso per una buona stagione e l’ottimo lavoro della società che, nonostante le scarse risorse, anche quest’anno è riuscita a disputare la post season e, rispetto alla sfida dell’anno scorso a Gubbio, ad avvicinarsi al turno successivo. Al 37 della ripresa il gol di testa di Romero, entrato un minuto prima, su perfetto assist di Bruzzaniti smarcato dal generoso Ravasio, aveva mandato in estasi i 160 tifosi arrivati da Lucca. Una rete attesa, cercata e voluta con una condotta di gara intelligente e una gara preparata con scrupolo e attenzione. Un primo tempo in cui la Lucchese era apparsa più brillante, tonica e propositiva rispetto ai padroni di casa che invece – dopo il cambio di allenatore (Donadel per Colavitto) e di modulo (dal 4-3-3 al 3-5-2) – sembravano contratti e impauriti nonostante l’urlo degli oltre tremila tifosi. Per i rossoneri nessun pericolo nei primi 45 minuti e una ripresa dove per 180 secondi – dal 25’ al 27’ – l’Ancona produce il massimo sforzo costringendo Cucchietti e una bella deviazione in corner, Ravasio a un salvataggio sulla linea e colpendo una traversa con Moretti. Poi ecco i cambi che rivoluzionano la sfida. Un 4-2-4 con Bruzzaniti a fare il terzino al posto di Alagna, Franco e Mastalli in mezzo al campo e davanti Fabbrini e Panico sugli esterni, Romero e Ravasio al centro. E la Lucchese a trazione anteriore funziona e segna il gol che manda all’inferno i dorici. Per 12 minuti sembra fatta. I biancorossi sbandano e paiono non avere la forza per reagire. Poi, inatteso, il gol che rompe l’incantesimo e getta nello sconforto e nelle lacrime quei ragazzi che con forza ci avevano creduto. Un gruppo da rafforzare. Smantellare per ricominciare daccapo sarebbe un errore.
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