Il Tirreno

Lucca

Lucchese L’eurogol dell’ex Panico costa la promozione in B al Cesena

di Luca Tronchetti

	Il difensore Celiento in spaccata infila in rete realizzando il gol del vantaggio romagnolo
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Il difensore Celiento in spaccata infila in rete realizzando il gol del vantaggio romagnolo

Grande prova dei rossoneri che meritano il pari al cospetto dei quotati avversari. E giovedì i ragazzi di Maraia diventano arbitri del campionato ospitando l’Entella

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CESENA. La partita si decide in otto minuti: dal 23’ al 31’ della prima frazione. Segna il Cesena sugli sviluppi di un corner (quindicesima rete subita dai rossoneri su palla inattiva) con tre tocchi indisturbati dei bianconeri e il difensore Celiento (al rientro dopo aver giocato l’ultima volta da titolare al Porta Elisa) che deposita alle spalle di Cucchietti. Poi, su un ribaltamento di fronte e sempre su calcio d’angolo, arriva in mezza rovesciata l’eurogol di Panico, che da solo vale il prezzo del biglietto, con la sfera che finisce alla sinistra di Tozzo. Sì, il Cesena fa la partita con un maggiore possesso palla. Ma tirando le somme - eccezion fatta per un salvataggio dell’onnipresente Tiritiello e una conclusione del talento albanese Stiven Shpendi che si stampa sulla parte alta della traversa - i ragazzi di Maraia rischiano davvero poco e, specie nei primi 45’, con Bruzzaniti ha la possibilità di fare male alla corazzata bianconera che, con il pari interno a 270 minuti dalla fine e con quattro punti da recuperare su Virtus Entella e Reggiana, può dire addio alla promozione diretta. E oggettivamente, per quanto visto sia all’andata che al Manuzzi, il Cesena non meritava di vincere il campionato.

La chiave tattica

Ancora una volta la Lucchese mostra di esprimersi meglio quando sono gli altri a fare la partita. Maraia e il suo staff azzeccano l’undici mandato in campo con l’innesto di De Maria - al debutto stagionale in rossonero - che posizionato a sinistra annulla Adamo e va a prendersi anche Chiarello quando cerca di inserirsi tra le linee. Non è un caso che dai suoi piedi, a inizio partita, parta un cross millimetrico per l’inserimento di Fabbrini con palla alta di poco sopra la traversa. Anche Di Quinzio mostra di essere in ripresa mentre Tumbarello offre quantità e qualità raddoppiando sulle fonti di gioco locali. È sulla corsia sinistra che la Lucchese soffre di più, ma alla fine il gol bianconero arriva sulla solita palla inattiva. Sbloccato il risultato, l’immediata doccia fredda con la magia dell’ex Panico, fa scendere sulla terra un Cesena che s’intestardisce troppo a cercare le due punte (Corazza e Shpendi) con i lanci lunghi preda della retroguardia rossonera. E nella ripresa la musica non cambia: Toscano inserisce il terzo attaccante (l’ex Ferrante) e costringe la Lucchese a difendere nella sua trequarti campo. Ma in 50’ le idee sono poche e i tuffi per cercare di ottenere un rigore che non arriva, sono sintomi evidenti di un nervosismo che serve solo agli ospiti. Così la Lucchese torna a casa con un punto meritato e decisamente pesante per la classifica (ottavo posto). RIPRODUZIONE RISERVATA

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