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Caclio serie D

GhiviBorgo ospita la Sangiovannese e sogna una vittoria in chiave playoff

Maccarone
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Maccarone

Maccarone dovrà fare a meno degli infortunati Signorelli, Terigi, Rotunno e Manuel Pera

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GHIVIZZZANO.  Alzi la mano chi, all’inizio del campionato, aveva pronosticato il GhiviBorgo praticamente salvo a sei turni dal termine e al sesto posto in classifica a tre punti dai playoff.

Sono i biancorossoblu la grande rivelazione del campionato capaci di spiccare il volo nell’ultimo mese e mezzo conquistando 12 punti nelle ultime quattro partite (Poggibonsi e Folgav in casa, Pianese e Trestina fuori). L’unico che aveva sempre creduto in questa squadra formata in prevalenza da giovani alla prima esperienza in D (dal portiere Antonini Marrique, ai difensori Mukaj, Del Dotto, Rotunno ai centrocampisti Campani e Bachini) è sempre stato lui: Massimo Maccarone.

Che adesso si gode quel meraviglioso giocattolo che ha costruito a partire dal ritiro del luglio scorso.

Mister, ci credete davvero ai playoff: non è che la sosta, l’euforia per quelle splendide e inattese vittorie e l’obiettivo salvezza praticamente raggiunto possono in qualche modo avervi appagato?

«A questo punto tutto dipende dai ragazzi. Io sono contento di quello che stanno facendo e le ultime vittorie sono la testimonianza del percorso di crescita di questa squadra che ha acquisito la giusta consapevolezza dei propri mezza e la necessaria mentalità nel puntare sul gioco senza abbattersi di fronte alle prime difficoltà e al timore di non riuscire a fare risultato. Ho visto in loro maggiore cattiveria agonistica e quella sicurezza che inizialmente non avevano. Nel GhiviBorgo non ci sono titolari o riserve, over o under. Se manca qualcuno – e anche contro la Sangiovannese non avremo, oltre a Pera, anche Signorelli, Rotunno e Terigi – ci sono gli altri componenti la rosa e pari ruolo a rimpiazzare chi non gioca senza che la differenza possa essere notata. Lei mi parla dei playoff? Dipende dai ragazzi. Alla ripresa non ho visto una squadra scarica. Tutt’altro. Ho i visto ragazzi lavorare bene, rinvigoriti dai risultati ottenuti e che non si sono affatto cullati sugli allori. Se loro ci credono niente è impossibile. La riprova l’avremo oggi sul campo perché affrontiamo una delle migliori formazioni del girone. Per me, sul piano del gioco, la Sangiovannese è tra le più squadre più forti. Dispone di giovani importanti come Bellini e Sacchini (il centrocampista sarà assente per squalifica assieme all’esperto trentaseienne attaccante Giacomo Vanni) e con un sistema di gioco ben collaudato. Anche Firicano, un allenatore esperto e che stimo molto, attua un 4-3-3 e il mio augurio e che i tifosi possano assistere a una partita divertente e avvincente. Le premesse a mio avviso ci sono tutte».

Inutile girarci intorno: il suo lavoro e quello del suo staff sono sotto gli occhi di tutti e la sua permanenza nel GhiviBorgo la prossima stagione ci pare una pura utopia. Ha già avuto contatti con club di serie C?

«Forse non mi conoscete bene. Questo ultimo mese e mezzo lo dedicherò completamente al GhiviBorgo. Ne parlavo l’altro giorno con patron Marco Remaschi. Io e la squadra abbiamo un debito di riconoscenza verso queste persone che ci hanno dato tanto sul piano umano e professionale. Era la mia prima esperienza da capo allenatore e ho potuto lavorare sereno e in totale fiducia. Anche quando le cose non andavano per il verso giusto non ha mai ricevuto appunti e tutti hanno espresso verso di me e la squadra solo complimenti, simpatia e massima collaborazione. Quando si è fatto male Pera e abbiamo capito che non ce l’avrebbe fatta a rientrare il club mi ha accontentato prendendo Tiganj che ci sta ripagando: ha messo a segno otto reti e soprattutto si è integrato alla perfezione con i compagni e con l’ambiente. E lo stesso discorso vale per Terigi, ciliegina sulla torta dell’ultimo mercato. Per quanto riguarda il mio futuro le giuro che a oggi non ho ricevuto alcuna chiamata. A Ghivizzano mi trovo benissimo e posso esprimere il mio calcio senza alcuna pressione. Ognuno di noi aspira a una crescita professionale e di carriera, ma se non dovessi esserci, restare anche la prossima stagione con queste persone e in questa società per portare avanti un progetto di calcio non mi dispiacerebbe affatto».

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