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Lucca

Serie C

Lucchese, non basta l’uomo in più: dopo l’Ancona fa festa la Fermana

di Luca Tronchetti
Lucchese, non basta l’uomo in più: dopo l’Ancona fa festa la Fermana

Squadra senza attributi a cui non basta giocare 75 minuti in superiorità numerica. Dopo il gol rossonero gli ospiti acciuffano il pari e l’arbitro gli nega un rigore

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LUCCA. Una pena. Nemmeno con gli avversari ridotti in inferiorità numerica la Lucchese riesce a vincere in un Porta Elisa sempre più desolatamente vuoto (1097 i paganti, abbonati inclusi). E stavolta i rossoneri fanno pure peggio di due settimane fa quando si erano fatti raggiungere nel finale da un’Ancona costretta in dieci alla fine della prima frazione di gioco per il rosso diretto sventolato in faccia a Prezioso. Perché l’arbitro caccia dal campo dopo appena 23’ il terzino sinistro De Nuzzo che scalcia da tergo Franco sotto gli occhi della giacchetta nera. Un gentile regalo che consente a Tiritiello e soci di giocare per 75 minuti con l’uomo in più contro i marchigiani già privi in partenza dei due giocatori più rappresentativi: Fischnaller e Giandonato.
Il canovaccio tattico
Da quel momento a fare la partita sono i ragazzi di Maraia che trovano per due volte – con azioni fotocopia da sinistra – il portiere Borghetto attento a respingere le conclusioni di testa a distanza ravvicinata di Mastalli imbeccato alla perfezione da Di Quinzio. Vero, il pallino del gioco è solidamente nelle mani di Franco e compagni. Ma mancano le accelerazioni e il forcing costante in grado di non dare respiro alle truppe gialloblù. Fabbrini parte troppo da lontano finendo per incartarsi, Rizzo Pinna sembra avulso dalla manovra che si dipanava per vie orizzontali. Manca quella scintilla in grado di far decollare la sfida .
II solito triste finale
Nella ripresa un lampo illuminava il cielo del Porta Elisa. Minuto 10’: Di Quinzio pesca sul filo del fuori gioco Panico. La punta con un dribbling fa fuori il suo marcatore, sterza e in diagonale infila il portiere sul palo più lontano. Esplode lo stadio, ma è gloria effimera. Maraia per non sembrare difensivista cambia modulo passando al 4-2-3-1 con l’inserimento del mediano D’Alena e della torre Romero, sacrificando quelli che erano apparsi i migliori (Mastalli e Di Quinzio). Palese la voglia di chiudere la partita e realizzare la rete della sicurezza. Invece la Lucchese perde certezze e rincula lasciando occasioni alla Fermana. Protti indovinava i cambi e la nuova clamorosa frittata viene cotta e mangiata al 39’ quando il neo entrato Maggio su punizione pesca dalle retrovie lo spilungone Spedalieri, spedito dentro da pochi minuti, lasciato libero di colpire di testa e mandare alle spalle di Cucchietti immobile tra i pali. E nel recupero la Lucchese rischia pure di perdere se l’arbitro sabaudo sorvola su un fallo da rigore commesso dall’ex Alagna. Finisce tra i fischi e le invettive dei tifosi: altro che settimo posto, ci sono da salvaguardare i playoff. 

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