Sicurezza
Punizioni, rigori e corner: le tre croci della difesa
Sono 13 gol incassati su calcio da fermo quasi la metà di quelli complessivamente subiti dalla Lucchese
LUCCA. Nel calcio moderno le situazioni di palla inattiva rivestono una crescente importanza. Sul fondamentale, grimaldello per scassinare lo 0-0 in partite bloccate, si annoverano tanti specialisti che, tra soluzioni lineari e alcune alternative, nuotano nel mare grosso dei vari match analyst, figure certamente professionali ma che alle volte rendono complicato il gioco più bello del mondo. Fatta questa premessa, numeri alla mano i calci piazzati sono la croce del reparto difensivo della Lucchese.
I 13 gol incassati su calci di rigore, corner e punizioni non faranno contento Ivan Maraia, tecnico che dedica molto tempo durante la settimana allo studio, sia in fase offensiva che difensiva, di queste circostanze. In sostanza delle 28 reti subite da capitan Tiritiello e compagni, terzo miglior pacchetto arretrato del girone, quasi la metà sono arrivate a palla ferma. Se sui sette penalty subiti ci si può fare poco, idem sulla punizione perfetta di Cicconi della Carrarese nel vittorioso 3-2 dello scorso 10 dicembre, le altre cinque reti incassate sono frutto, più che dei meriti dei rivali, delle negligenze rossonere.
Prendiamo in esame tre casi scuola: il pareggio di La Rosa nell’1-1 di Olbia, con il mediano sardo liberato al tiro dall’errore del generoso Ravasio, la dormita collettiva su Spagnoli per la rete del sorpasso ad Ancona e infine, restando alla Fermana, il gol di Misuraca. Al "Recchioni" il mediano gialloblù ebbe modo di colpire indisturbato nell’area piccola difesa da Cucchietti. Tutti dettagli che, uniti alle croniche polveri bagnate degli attaccanti di Maraia, non hanno permesso alla Lucchese di occupare quella posizione, oscillante tra il sesto e settimo posto, che rappresenta il vero obiettivo stagionale.
Di contro i rossoneri, autentica cooperativa del gol con 15 marcatori differenti, hanno reso solo in nove occasioni il favore agli avversari. Due volte su punizione con Romero e Di Quinzio, infallibili nei quattro rigori concessi (tre Bianchimano e uno Mastalli) e tre volte sugli sviluppi di un corner (Tiritiello, Franco e Quirini a referto). A togliere le castagne dal fuoco della Lucchese ci hanno pensato le prodezze balistiche dei singoli. Sono stati cinque, infatti, le reti realizzate con conclusioni dal limite dell’area. Giocate di alta fattura, su tutte le perle di Mastalli e Bruzzaniti rispettivamente ai danni di Rimini e Montevarchi, ma che testimoniano come la Lucchese abbia difficoltà a concretizzare quelle azioni da gol più semplici. Non si spiegherebbe altrimenti, come un reparto offensivo formato dai vari Panico, Rizzo Pinna, Bruzzaniti, Fabbrini e lo stesso Bianchimano, arrivato tra gli squilli di tromba ma poi deludente, sia il tredicesimo meno prolifico del girone.
ll mood sembra essere questo ma restano ancora cinque match, più playoff, per dare segnali in vista della Lucchese che verrà.
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