Sicurezza
Lucchese: senz’anima e umiliata dai giovani della Recanatese
La peggiore prestazione stagionale davanti all’imprenditore Andrea Bulgarella. Difesa inguardabile, quattro punti in sei partite e squadra fuori dai playoff
LUCCA. Nel giorno che consacra l’ingresso nel club rossonero dell’imprenditore Andrea Bulgarella, la Lucchese disputa la peggior partita stagionale con la squadra in balia di una Recanatese imbottita di giovani (sette under in campo) e padrona del campo che rifila tre sonori schiaffoni a una formazione incapace di reagire. Surclassata sul piano della corsa, del palleggio, della riconquista della sfera. Undici giocatori in maglia rossonera apatici e svagati che al triplice fischio vengono apostrofati dalla curva con il loro condottiero, mister Ivan Maraia, che finisce sulla graticola. Perché la Lucchese non solo non sa più vincere – i tre punti mancano dalla seconda del girone di ritorno – ma con quattro punti nelle ultime sei partite scivola fuori dai playoff all’undicesimo posto in classifica e rischia di venire superata dalla Fermana, dodicesima con un punto in meno e che ha già battuto in casa i rossoneri. Urge in fretta un cambio di rotta: non conquistare gli spareggi promozione sarebbe un fallimento.
La bella addormentata
Maraia torna al 4-3-3 mentre Giovanni Pagliari – che già 20 anni fa alla guida della Carrarese espugnò il Porta Elisa – con grande coraggio manda in campo sette under 22 che corrono e pressano senza risparmio con il possente Sbaffo che là davanti fa reparto da solo e si fa beffa dei centrali rossoneri. Già al minuto 19 un suo colpo di testa si stampa sul palo mentre i giallorossi delle Marche sono in controllo totale della partita. Poi alla mezz’ora ecco la frittata che non ti aspetti. Retropassaggio lumaca di capitan Tiritiello, Sbaffo è lesto a prendere il tempo a Cucchietti, ad aggirarlo e a rimette in mezzo per il rimorchio di Carpani che infila in rete sotto la curva Est con i nove tifosi arrivati dalla città di Leopardi increduli e festanti. La Lucchese, versione bella addormentata nel bosco, non si scuote dal letargo. Nella ripresa la musica non cambia e al 15’ arriva il raddoppio con il solito Carpani che corregge in rete di testa un cross con la difesa rossonera schierata a presepe. L’ingresso di Bruzzaniti rilancia le speranze con una conclusione potente e precisa da 25 metri che s’infila alle spalle di Fallani. Ma è un fuoco di paglia. E dopo un gol annullato a Sbaffo, causato dalla solita amnesia difensiva stavolta di Benassai, ecco un’altra “perla” da «Mai dire gol». Sulla punizione a favore dei rossoneri Franco dopo aver spostato la sfera con i piedi la tocca con una mano e concede il calcio piazzato agli ospiti. Scocca il 36’ quando Senigagliesi da 25 metri calcia in porta bucando Cucchietti sul suo palo. Una Caporetto da archiviare in fretta
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