Italia
Malagò, Cerruti, Pagliuca e Galli Parata di stelle al Fedeltà allo Sport
Nomi di primissimo piano per la consegna della “Sifinge d’oro”
Lucca. Un parterre de roi che si arricchisce ogni settimana con nomi altisonanti. Il premio Fedeltà allo Sport che mette in palio la preziosa Sfinge d’Oro è un appuntamento di livello nazionale e internazionale. Mai come quest’anno si registra la presenza di personaggi di assoluto prestigio. E dopo il giornalista Alberto Cerruti, l’ex portiere dell’Inter e della nazionale Gianluca Pagliuca, il difensore del Milan sul tetto del Mondo, Filippo Galli, l’ex campione del ciclismo Giovan Battista Baronchelli e l’attuale principe delle cronometro Filippo Ganna ecco il personaggio più atteso: Giovanni Malagò, il presidente del Coni che, da un sondaggio interno, risulta il più amato e vittorioso di sempre. Malagò ha portato lo sport italiano a livelli olimpici mai raggiunti prima nei 110 anni di storia del Coni. Il suo carisma si riflette nel linguaggio forte ed intelligente. Il suo impegno sportivo ha radici profonde. Da ragazzo praticava il calcio a 5, crescendo ebbe i suoi primi incarichi importanti divenendo nel 1997 presidente del comitato organizzatore per i 50 anni della Ferrari e successivamente presidente del Circolo Canottieri Aniene, società sportiva romana che lo stesso Malagò ha fatto crescere nel tempo dopo esserne stato atleta dal 1985 al 1987. Dal 2019 è anche membro del Comitato Olimpico Internazionale. Tanto per averne un'idea basta dire che l'organismo del Coni vanta 43 Federazioni Sportive, 17 discipline sportive associate ed 8 milioni di tesserati. Il Premio Fedeltà allo Sport è andato in passato anche a 35 campioni olimpici fra i quali Pietro Mennea, Marcel Jacobs, Yuri Chechi e tanti altri che hanno lasciato un segno nel cuore di tutti gli italiani, ma anche a 14 campioni del mondo di ciclismo fra i quali Eddy Merckx, Bernard Hinault, Felice Gimondi e Gianni Bugno. «Ringrazio i numerosi soci onorari che hanno consentito nel tempo di mantenere in vita questo premio-dice l'ideatore ed organizzatore Valter Nieri- ma mai come in questa ventiquattresima un dirigente del Coni era stato così fortemente voluto. A livello istituzionale abbiamo in passato consegnato la sfinge d'oro a presidenti di Federazione come Luciano Nizzola, Renato Di Rocco, Paolo Azzi (attuale presidente della Fis), Stefano Mei (attuale presidente della Fidal) e nell'edizione di quest'anno al presidente Fci, Cordiano Dagnoni».
Cresce l’attesa per l’appuntamento di lunedi 5 giugno all'Hotel Country Club di Gragnano. E altre sorprese sono attese nelle prossime settimane.
La comunicazione al Coni di Roma della scelta ricaduta sulla consegna della Sfinge d'oro all'attuale presidente è stata data da un contatto telefonico fra Ivano Fanini, socio onorario del Premio, e Fabrizio Marchetti, responsabile dell'Ufficio Comunicazione e Rapporti Media Coni. Ivano Fanini è il dirigente più vittorioso di sempre nella storia dello sport lucchese e i suoi ciclisti hanno vinto 12 titoli mondiali e 70 nazionali oltre a 15 tappe del Giro d'Italia. Fra i soci onorari più attivi ricordiamo Francesco Franceschini, Giovanni Lenci, Angelo Battaglia, Umberto Stefani, Francesco Donati, Antonio Torre, Luca Tronchetti, Renzo Giusti, Gianfranco Guidi, Stefano e Alessandro Zanforlini, Elia Iacopi, Giuseppe Del Chiaro, Carlo Palandri, Pierluigi Poli, Marco Biagini, Mario Guidi e Moreno Scatena.
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