Il Tirreno

Lucca

Lucchese L’uomo della svolta

di Luca Tronchetti
Lucchese L’uomo della svolta

Giuseppe Mangiarano vanta un curriculum ricco di incarichi di prestigio anche in A. È l’unica novità dell’organigramma con l’avvento dell’imprenditore Andrea Bulgarella

2 MINUTI DI LETTURA





Lucca. Di lui molti dirigenti di calcio dicono che in materia di carte federali è uno dei maggiori esperti in Italia. A livello di un Fabio Bonelli o di un Antonio Magli, tanto per citare due segretari rimasti a lungo in sella nel club rossonero. E se il nuovo azionista di maggioranza della Lucchese, l’imprenditore Andrea Bulgarella, l’ha voluto accanto – unica “new entry” in relazione alla parte tecnico-amministrativa confermata in toto – è segno evidente che c’era bisogno di un «Mister Wolf» in grado di risolvere problemi e situazioni da oggi sino all’insediamento ufficiale e al passaggio delle quote fissato ad aprile. Lui è Giuseppe Mangiarano, nato a Cosenza il 12 luglio 1976, self made man passato dal calcio dilettantistico calabrese (San Calogero, Montalto, Acri, Rossanese) sino a ricoprire ruoli di fondamentale importanza come segretario sportivo nell’Inter 2015-16 (il dg era Marco Fassone) e di segretario generale del Milan nella stagione 2016-17 (Massimo Mirabelli era direttore generale). E proprio Mirabelli è stato il faro di una brillante carriera che lo ha portato, sempre in veste di segretario sportivo e tecnico, a Cosenza, Crotone, Siena (serie A 2012), Ternana (consulente amministrativo), Padova, Trapani e Reggina. Con Massimo Mirabelli (oggi dg a Padova dove per due volte il club biancoscudato, in mano a un fondo estero, ha perso la finale playoff per la promozione in B) ha iniziato nel 1999 quando a 23 anni, ancora studente di economia, gli venne affidata la segreteria della Rossanese, Eccellenza calabrese. Esperienza poi proseguita a Rende e a Cosenza. La conoscenza dei regolamenti federali, la natura e la formalizzazione dei tesseramenti sono stati sempre il suo cavallo di battaglia. Ma la Figc lo ha anche scelto, su indicazione della Lega Pro, come dirigente per seguire il corso e formarsi come delegato alla sicurezza degli stadi di A e B. É stato anche il primo ad utilizzare la Pec per i trasferimenti dei calciatori. Una carriera brillante con diversi precoci addii. Danilo Pagni, dirigente di lungo corso e negli che vanno dal 2006 al 2010 diesse del Gallipoli del presidente Barba, conosce benissimo Mangiarano: «Un professionista di spessore e intelligenza. Abbiamo lavorato insieme nella Ternana e successivamente nel Milan, io come collaboratore dell’area tecnica e lui come segretario generale. Con Cosenza nel 2010 e più di recente con Reggina e Trapani si è dimesso dopo pochi mesi perché non condivideva le idee dei presidenti (Gallo a Reggio, Petroni a Trapani) e i fatti gli hanno dato ragione. La Lucchese con il suo ingresso si arricchisce in professionalità e competenza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web