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Lucca

Serie c

Lucchese, Rimini tabù da 48 anni

di Luca Tronchetti
Lucchese, Rimini tabù da 48 anni

I rossoneri non vincono sul campo dei biancorossi romagnoli dal 2 febbraio del 1975. Padroni di casa in crisi (un punto in quattro gare) e senza i mediani Delcarro e Tonelli

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LUCCA. Che fosse davvero la volta buona? Il Rimini grande firme è in crisi: un punto (domenica scorsa al Nespoli di Olbia) e tre sconfitte di fila (San Donato Tavarnelle, Cesena e Virtus Entella) nelle ultime quattro partite, centrocampo con due squalificati eccellenti (Delcarro e Tonelli), formazione senza under momentaneamente fuori dai playoff, mister Gaburro che ogni domenica cambia uomini e modulo. Gli ingredienti per sfatare un tabù che resiste ormai da 48 anni (era il 2 febbraio 1975 quando un gol di Foglia consentì ai rossoneri di espugnare il Romeo Neri) ci sono davvero tutti. Oltretutto la Lucchese ha bisogno come il pane di un’iniezione di fiducia dopo il ko interno rimediato contro il Fiorenzuola. Una ghiotta occasione, forse l’ultima, per le punte rossonere di andare in gol in uno stadio particolarmente ostico dove l’ultimo a segnare (peraltro una rete che non servì ad evitare la sconfitta) è stato Simone Masini poco meno di 19 anni fa. Nei 17 precedenti in campionato sette sono state le vittorie dei romagnoli, altrettanti i pareggi e soltanto tre i successi della Pantera. Prima di quello di 48 anni fa, la Lucchese vinse nella trionfale stagione 1960-61 (quella della promozione in B con Leo Zavatti in panchina) e al ritorno in serie C (1969-70) con la rete della vittoria firmata dal fantasista trevigiano Volpato.

Occhio a Santini

Detto della duplice assenza della coppia di centrocampisti titolari e delle cessioni imminenti del mediano Rosso e dell’ala Piscitella i rossoneri dovranno fare particolarmente attenzione all’attaccante principe del girone: Claudio Santini , 31 anni, originario di Bagno a Ripoli, che ha messo a segno 14 reti. Lui è l’ex di turno dal dente avvelenato. Nella Lucchese giocò nella stagione 2014-15 (quella del ritorno in Lega Pro) voluto espressamente da Guido Pagliuca che lo aveva avuto a Borgo a Buggiano. Le cose non andarono per il verso giusto e con l’arrivo di Giovanni Galli come direttore tecnico per lui non ci fu più posto. Oltretutto in quel periodo venne colpito da alopecia. Accantonato (solo 10 partite senza gol al suo attivo) con l’esonero di Pagliuca venne ceduto al Prato (11 presenze). Due stagioni dopo, a Pontedera, è esploso diventando poi un attaccante molto richiesto in categoria. Alla faccia dei suoi denigratori.
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