Finanza
Lucchese, ora è processo alle punte
Tra le squadre in lotta per i playoff i rossoneri hanno il minor numero di gol all’attivo Bianchimano, Ravasio e Romero: a oggi non hanno convinto e uno potrebbe partire
LUCCA. Qualcosa non quadra. Una Lucchese che dispone del miglior difensore del girone – capitan Andrea Tiritiello – e di un pacchetto arretrato che con soli 19 gol subiti su 23 partite vede davanti soltanto Reggiana (14), Cesena (15), Siena e Torres (18) e che dispone di una batteria di centrocampisti (Franco, Tumbarello, Visconti, Di Quinzio, Mastalli e D’Alena) in grado di poter interdire, rilanciare e controllare le partite, non può avere il settimo peggiore attacco del campionato con 22 gol fatti (nemmeno la media di uno a partita) e con tutte le 12 squadre candidate ai playoff (inserendo anche la Fermana che ultimamente sta facendo punti importanti in tutti i campi) che hanno segnato più gol dei rossoneri. Manca ancora una settimana alla chiusura del mercato e una riflessione appare necessaria. Sempre nell’ottica della salvaguardia dei conti come predica da una vita il diesse Daniele Deoma e l’intero staff dirigenziale.
Attacco anemico
Andrea Bianchimano 17 presenze quattro gol di cui tre su rigore; Niccolò Romero 13 presenze e un gol su punizione; Mario Ravasio 19 presenze e un gol.
Sei gol sui 22 gol totali, meno di un quarto. Davvero troppo pochi. Se poi allo scarso rendimento sotto porta si aggiunge l’ingaggio dei singoli allora il discorso porterebbe più lontano specie per quello che doveva essere il bomber della Lucchese (Bianchimano) e che dopo 23 partite non solo non ha convinto, ma ha giocato al di sotto dei suoi standard. E la squadra, logicamente, ne risente. Purtroppo Romero, prossimo docente di educazione fisica, nonostante l’impegno e la grande disponibilità mostrata dall’inizio del campionato non pare avere i 90 minuti nella gambe e Ravasio, ultimamente schierato dall’inizio, ha doti di lottatore, protegge la palle, ci mette grinta e determinazione, ma negli undici metri non ci pare avere lo spunto e le qualità dello stoccatore. I tre attaccanti centrali hanno ancora una partita (quella al Romeo Neri di Rimini) per invertire la rotta. Altrimenti non escludiamo che, uno di loro, possa fare le valigie e cercare fortuna altrove. Perché nelle ultime 15 gare di campionato la Lucchese deve alzare la media gol se vuol conquistare una posizione chiave (quinto-sesto posto alla portata) in funzione playoff.
Domani alle 15 alla chiesa di S. Anna la Lucchese, i parenti, gli amici e la città daranno l’ultimo saluto a Enrico Scaletta, 63 anni, ex calciatore e responsabile marketing rossonero, morto improvvisamente per un arresto cardiaco mentre a casa dell’amico-cognato-socio Mario Santoro festeggiava il compleanno della moglie.
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