Lutto
Lucchese carica per l’atteso derby con il Pontedera che vale i playoff
Esodo rossonero nella partita dei tanti ex
LUCCA. Inutile girarci intorno. Questa squadra, come Il Tirreno aveva pronosticato alla vigilia del campionato (basta rileggere le collezioni), può legittimamente ambire a un posto importante nella griglia dei playoff migliorando la posizione in classifica della passata stagione. Il 2023 è iniziato con il piede giusto e la vittoria, mai messa in discussione, sul terreno dell’Imolese pare aver convinto anche i più scettici che questa Lucchese non solo conquisterà la post season, ma potrebbe farlo partendo da posizioni interessanti che le consentiranno di giocare il primo turno al Porta Elisa. E non accade da 20 anni. Da quando cioè i rossoneri sfiorarono in ritorno in B sconfitti dalla Triestina. Con 32 punti i ragazzi di Maraia – un tecnico che potrà non infiammare una parte della tifoseria, ma che con umiltà, calma e buonsenso senza urlare alla luna sta facendo molto bene – sono ottavi a pari merito con il Fiorenzuola che al Pavesi s’impose per 1-0. La Carrarese è avanti di un punto, l’ Ancona di due e il Pontedera, tramortita ieri nel posticipo serale dai dorici, di tre lunghezze. Ecco che – se togliamo le quattro big (Reggiana, Cesena, Virtus Entella e Gubbio) con proprietà importanti alle spalle – la Lucchese in questa stagione può recitare un ruolo di primo piano. E diventano fondamentali nella risalita sino al quinto posto le due prossime sfide: domenica 15 al Mannucci contro il Pontedera e il 22 al Porta Elisa contro il Fiorenzuola. Sei punti per sognare, quattro per acquisire la necessaria consapevolezza dei propri mezzi. Oltretutto già nel derby il tecnico di S. Maria a Monte (uno dei tanti ex della contesa assieme a Semprini, Benassai, il team manager Matteoni, al preparatore atletico Claudio Giuntoli in casa rossonera e a Espeche, Martinelli, Baroni e Petrovic e all’allenatore dei portieri Enzo Biato in casa granata) potranno giocare dall’inizio Benassai, Tumbarello e forse Di Quinzio oltre a Maddaloni e Semprini costretti a dare forfait con l’Imolese. E con una rosa quasi al completo.
La classica di serie C
Il derby Pontedera-Lucchese è diventata ormai una classica di serie C. Nel nuovo secolo, a partire dal 2008 ad oggi, sono state 17 le sfide in campionato (tra andata e ritorno). E con quella di domenica saliranno a 18. Lo stesso numero di gare disputate tra le due compagini in oltre 55: dal Dopoguerra sino alla fine del Novecento. I granata da una decina d’anni stazionano abitualmente in serie C con un record decisamente invidiabile: non sono mai andati ai playout. Anzi, spesso hanno disputato i playoff superano in un paio di circostanze anche i primi due turni. Il bilancio a livello storico, almeno sul campo del Pontedera (dall’impianto in via Dante Alighieri al stadio Marconcini all’attuale Ettore Mannucci in sintetico), è quasi in parità. Otto vittorie per i padroni di casa, cinque pareggi e sette successi dei rossoneri. Che, tra l’altro, nelle ultime due stagioni hanno sempre fatto bottino pieno a Pontedera: 1-0 nell’anno della retrocessione con autorete di Risaliti e nella scorsa stagione quando dopo l’uno-due in avvio dei padroni di casa, il team di Pagliuca aveva ribaltato il risultato grazie a una doppietta dell’ex Semprini e alla rete su rigore di Fedato.
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