Gioco
Scalare l’Everest alle Cinque Terre. Un’altra impresa di Emiliano Galli
L’atleta lucchese ha ripetuto per 35 volte la salita di Monesteroli
LUCCA. Ripetere per 35 volte i 300 metri di lunghezza, con annessi 230 metri dislivello, della scalinata di Monesteroli, uno dei luoghi più iconici delle Cinque Terre, per un totale, tra salita e discesa, di 18 chilometri percorsi. Senza contare, inoltre, i 14.500 metri di dislivello frutto degli oltre 100mila gradoni superati.
Bastano questi numeri per raccontare l'ultima impressa griffata Emiliano Galli e Giacomo Menchetti, amici da una vita e grandi praticanti di una disciplina sportiva nata appena otto anni fa, che hanno fatto nuovamente il loro ingresso nella Hall of Fame dell'Everesting. Stiamo parlando di un concept creato dall'australiano Andy Van Bergen, che prevede di scalare una salita a proprio piacimento, paradossalmente può essere anche una collina dietro casa vostra, tante volte quanto ne occorrono per compiere un dislivello complessivo di 8.848 metri, l'altezza dell'Everest, il tetto del mondo. Una sfida che può essere tentata sia in bicicletta che, come hanno fatto in questa occasione Emiliano e Giacomo, pure solo con l'ausilio delle proprie gambe. A oggi sono 23.526 i tentativi di everesting completati in tutto il mondo; 18 di questi portano la firma di Galli e 15 quella di Menchetti. Tra coloro che sono riusciti a portarlo a compimento spicca anche un certo Alberto Contador, leggendario ciclista spagnolo.
«Abbiamo voluto provare qualcosa di diverso, lasciando a terra la bicicletta – scherza Emiliano Galli –. La passione per questa nuova frontiera per gli amanti degli sport adrenalinici risale a qualche anno fa. Nel mondo ci sono 20 specialità di Everesting; siamo stati i primi a compiere la distanza richiesta su una scalinata così impervia (discesa con punte del 70 per cento) e molto rischiosa. Dovevamo fare questo tentativo già lo scorso agosto ma poi il tempo avverso ci ha convinto a rinviare la missione». Per realizzare questa sfida contro se stessi, Emiliano Galli e Giacomo Menchetti si sono preparati meticolosamente. Anche quello che all’apparenza potrebbe sembrare il più insignificante dei dettagli, rischierebbe di rivelarsi pericoloso se non letto alla giusta maniera. «Prima di tutto abbiamo svolto un sopralluogo lungo il percorso che avremmo dovuto compiere – prosegue Galli –. Poi ci siamo concentrati su una serie di allenamenti graduali, con una grande attenzione rivolta al fattore mentale. Tutto questo, ovviamente, nei ritagli di tempo dei nostri lavori. Sono stati due giorni faticosi, considerata la scalinata di Monesteroli è una delle più ripide d’Italia, con una notevole quantità di viveri da portare appresso. Il completamento di questa impresa la inseriamo tra le più soddisfacenti di quelle che abbiamo compiuto».
Per Emiliano Galli, capace lo scorso agosto di percorrere la rotta Lucca-Saint Tropez (andata e ritorno) in due giorni, la passione per questi sport, che richiedono una forte tenuta mentale, era condivisa con il fratello Nicola Galli, scomparso in un incidente con la tuta alare nel 2017 in Trentino. «In precedenza mi ero dedicato, così come Nicola, al paracadutismo – chiosa Emiliano –. Porto mio fratello nello spirito durante tutte le imprese che sono riuscito a compiere. Lui è di grande aiuto per me e Giacomo. Prossimi obiettivi? Sicuramente salirò nuovamente in bicicletta. Ho in mente nel 2023 di compiere la tratta Lucca-Parigi e di raggiungere, in un altro momento, Capo Nord».
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