Il Tirreno

Lucca

Con D’Alena nel motore la Lucchese punta in alto

di Michele Masotti
Con D’Alena nel motore la Lucchese punta in alto

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LUCCA. In vista della trasferta di Olbia, la prima delle due stagionali in terra sarda, la dirigenza della Lucchese non ha lasciato niente al caso per mettere Maraia e i suoi ragazzi nelle condizioni di proseguire nel periodo positivo. La truppa rossonera partirà in serata dal porto di Livorno, arrivo previsto in Sardegna alle 6 di domani per poi svolgere un allenamento pomeridiano. Per la sfida ai galluresi, affamati di punti per uscire dalla zona playout, avanza forte la candidatura di Antonio D’Alena per il ruolo di mezz’ala destra. Entrato nell’azione del momentaneo 2-2 siglato Ravasio nel derby contro la Carrarese, il 24enne di Mottola ripone molta fiducia nella forza del gruppo rossonero.

«Non dobbiamo nasconderci- dice - Quando stiamo bene mentalmente, possiamo mettere in difficoltà ogni avversario. Siamo una squadra di livello, con un gruppo sano e con cambi in grado di svoltare il corso della partita. Nel derby di sabato scorso, siamo stati bravi a reggere quando i gialloblù sembravano in controllo per poi assediarli nei venti minuti finali. Nel calcio odierno, come dimostrato dai mondiali, nessuna formazione regge lo stesso ritmo per tutto l’incontro. Chiudere il 2022 con 30 punti sarebbe un bel punto di partenza considerando il livello delle prime otto di questo campionato». Arrivato a Lucca su diretta indicazione di Maraia che lo aveva affrontato da avversario ai tempi dell’Imolese, la mezzala pugliese ripercorre le tappe della sua carriera. «Dalla scuola calcio fino ai Giovanissimi B ho militato nel Lecce per poi passare alla Roma-ricorda il centrocampista che ha come modello il nerazzurro Brozovic - Nella capitale sono rimasto per quattro anni dove ho avuto modo di lavorare con mister Coppitelli, che mi ha portato sia a Torino che a Imola nel 2019-20. Delle due stagioni in granata (condivise con Cucchietti) ricordo i tanti allenamenti e le due convocazioni con la prima squadra guidata da Mihajolovic. Era un gruppo splendido, con Vives, Belotti e soprattutto Molinaro prodighi di consigli verso i giovani». I primi passi da professionisti coincidono con due infortuni gravi al legamento crociato che ne fanno temere per la carriera, ma la forza mentale di D’Alena è la molla decisiva per una piena ripartenza. «La rottura al crociato subita alla terza partita con il Renate (annata 2018-2019) e la ricaduta nel primo anno di Imolese per tanti sarebbe stati colpi fatali- sostiene- In quei momenti ho stretto i denti, ripensando ai tanti sacrifici compiuti per arrivare nel calcio dei grandi. L’operazione a Villa Stuart dal professor Mariani è stato il primo step. Meglio come interno o regista? Preferisco agire da playmaker, ma quando gioco assieme a Franco ci scambiamo spesso la posizione». Se in campo mancina chilometri D’Alena fuori è un lettore di testi motivazionali. «Mi piace approfondire lo studio della mente- chiosa il numero 21 rossonero- Ho apprezzato molto i libri di Kobe Bryant e Andre Agassi: una passione condivisa con la mia compagna, prossima alla laurea in psicologia».


 

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