Il Tirreno

Lucca

Ahi Lucchese, nuovo ko e i playoff si allontanano

di Michele Masotti
Cucchietti guarda entrare il colpo di testa di Misuraca (Foto Sara Valentini)
◗
Cucchietti guarda entrare il colpo di testa di Misuraca (Foto Sara Valentini)

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Cristo si è fermato a Eboli mentre la Lucchese è rimasta con le gambe e la testa al blitz compiuto a Siena due settimane fa. I rossoneri, al termine della peggior prestazione stagionale, cedono per 1-0 contro un’ordinata Fermana, incappando nella quarta sconfitta delle ultime cinque uscite e lasciando, dopo quasi due mesi, la zona playoff. Un passo falso che spalanca le porte della crisi in casa rossonera per una squadra che, al netto delle pesanti assenze in difesa e a centrocampo, palesa di non aver trovato quella maturità mentale che era lecito attendersi dopo 15 giornate.

Quello che lascia perplessi dalla sfida dello stadio “Recchioni”, dove la Lucchese non ha mai segnato, è la mancanza di grinta e dinamismo (può bastare la sola mancanza del pur bravo Tumbarello?), caratteristiche imprescindibili in un campionato, come lo è da anni quello di serie C, dove di calcio scintillante se ne vede poco. Ecco perché, eccezion fatta per chi ha cercato di cantare e portare la croce come Visconti e Bruzzaniti, per tanti interpreti la sfida di Fermo suona come una bocciatura.

Mastalli, uno dei pezzi pregiati del mercato estivo, fatica a essere quello ammirato con la maglia della Juve Stabia; Ravasio è una punta che, al di là della generosità, raramente guarda la porta; Alagna, l’unico terzino mancino della rosa rossonera, dimostra di non aver assimilato il salto in una piazza dal blasone, per quanto appannato, come Lucca.

L’unica novità di formazione presentata da Stefano Protti, cugino del più noto Igor, era l’avvicendamento in porta tra Nardi e Borghetto. Ben cinque, invece, i cambi, alcuni forzati, proposti da Maraia nel 3-5-2 rossonero. Sin dalle prime battute, sebbene i ritmi non siano vertiginosi, la Fermana appare maggiormente determinata. In una gara sporca, come era prevedibile, a fare la differenza sono le palle inattive. Corre il 20’ quando sul corner battuto da capitan Giandonato, migliore dei suoi in coabitazione del baby Maggio, Cucchietti non esce dalla propria porta permettendo a Misuraca, posizionato ai confini dell’area piccola, di girare in rete di testa. La reazione dei rossoneri, duole evidenziarlo, consiste solo in un colpo di testa sbilenco di Romero su traversone dalla sinistra di Visconti. Nella ripresa gli ospiti alzano sì il baricentro, senza però rendersi mai pericolosi. Al 5’ Bruzzaniti chiede un calcio di rigore per un contatto con Giandonato, ricevendo però un’ammonizione per simulazione. Maraia le prova tutte inserendo nell’ordine Rizzo Pinna, Bianchimano e nel finale Semprini ma Borghetto non deve compiere una parata.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa