Attenzione
Lucchese sconfitta dall’arbitro che regala un rigore al Gubbio
La giacchetta nera completa la “serataccia” cacciando dopo 23 minuti Tiritiello. Prosegue la maledizione di Braglia: mai un ko nelle dieci sfide con i rossoneri
LUCCA. La sfida Lucchese-Gubbio dura appena 23 minuti. Il tempo per il signor Francesco Carrione – un arbitro al quarto anno di C che non ne azzecca una – di concedere un penalty inesistente agli umbri, con l’ex Corsinelli che sullo slancio per arrivare sulla palla cade in area e sbatte contro Tiritello, realizzato dal «genietto» Arena, di gran lunga il migliore in campo, e di mostrare per la seconda volta il cartellino giallo al capitano rossonero (la prima al minuto 11 in occasione del rigore fantasma) costretto a fermare a centrocampo una ripartenza degli ospiti. Sotto di un gol, con l’uomo in meno (non uno qualunque, ma il regista della difesa) e contro una formazione tosta, quadrata e costruita per un campionato d’alta classifica, la Lucchese si smarrisce. Sotto choc per tutto il primo tempo, prova a riemergere nella ripresa, ma appena prova a rimettere la testa fuori dall’acqua ci pensa il solito folletto rossoblù Arena, elemento che non c’entra nulla con la categoria, a seminare come birilli e mettere in ginocchio tre difensori locali infilando da due passi Cucchietti. Per i ragazzi di Maraia quella rete chiude i conti anche perché gli ospiti, che sfiorano ripetutamente il terzo gol, restano concentrati e reattivi in ogni zona del campo.
Il potere della cabala
Arena, trequartista eugubino, è un tipino che si esalta contro la Lucchese: la scorsa stagione un suo gol eliminò i rossoneri nel primo turno dei playoff e quest’anno si è permesso il lungo di sfatare un tabù che resisteva da 22 anni, all’epoca della prima sfida ufficiale tra rossoneri e rossoblù: espugnare il Porta Elisa. E siccome, parafrasando il grande Eduardo De Filippo, «essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male», Pierino Braglia prosegue imperterrito a fare lo sgambetto alla sua ex squadra. Su 10 sfide da allenatore avversario cinque vittorie (compresa quella di ieri), cinque pareggi e zero sconfitte. Una maledizione che va avanti da 17 anni.
L’approccio da rivedere
Intendiamoci: con tutte le attenuanti del caso, il Gubbio si dimostra una signora squadra e sin dalle prime battute si riversa nella metacampo rossonero con fisicità e aggressività. Di contro la Lucchese appare troppo molle e attendista nell’approccio consentendo agli umbri di prendere in mano l’iniziativa. Era già accaduto e si è ripetuto. Sabato a Fermo, arbitro permettendo (la società deve farsi sentire in Lega), servirà un altro atteggiamento mentale per tornare a respirare l’aria dei playoff visto che da ieri sera la Lucchese è undicesima in classifica.
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