Il Tirreno

Lucca

L’analisi del match

Lucchese sconfitta dall’arbitro che regala un rigore al Gubbio

di Luca Tronchetti
Lucchese sconfitta dall’arbitro che regala un rigore al Gubbio

La giacchetta nera completa la “serataccia” cacciando dopo 23 minuti Tiritiello. Prosegue la maledizione di Braglia: mai un ko nelle dieci sfide con i rossoneri

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LUCCA. La sfida Lucchese-Gubbio dura appena 23 minuti. Il tempo per il signor Francesco Carrione – un arbitro al quarto anno di C che non ne azzecca una – di concedere un penalty inesistente agli umbri, con l’ex Corsinelli che sullo slancio per arrivare sulla palla cade in area e sbatte contro Tiritello, realizzato dal «genietto» Arena, di gran lunga il migliore in campo, e di mostrare per la seconda volta il cartellino giallo al capitano rossonero (la prima al minuto 11 in occasione del rigore fantasma) costretto a fermare a centrocampo una ripartenza degli ospiti. Sotto di un gol, con l’uomo in meno (non uno qualunque, ma il regista della difesa) e contro una formazione tosta, quadrata e costruita per un campionato d’alta classifica, la Lucchese si smarrisce. Sotto choc per tutto il primo tempo, prova a riemergere nella ripresa, ma appena prova a rimettere la testa fuori dall’acqua ci pensa il solito folletto rossoblù Arena, elemento che non c’entra nulla con la categoria, a seminare come birilli e mettere in ginocchio tre difensori locali infilando da due passi Cucchietti. Per i ragazzi di Maraia quella rete chiude i conti anche perché gli ospiti, che sfiorano ripetutamente il terzo gol, restano concentrati e reattivi in ogni zona del campo.

Il potere della cabala

Arena, trequartista eugubino, è un tipino che si esalta contro la Lucchese: la scorsa stagione un suo gol eliminò i rossoneri nel primo turno dei playoff e quest’anno si è permesso il lungo di sfatare un tabù che resisteva da 22 anni, all’epoca della prima sfida ufficiale tra rossoneri e rossoblù: espugnare il Porta Elisa. E siccome, parafrasando il grande Eduardo De Filippo, «essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male», Pierino Braglia prosegue imperterrito a fare lo sgambetto alla sua ex squadra. Su 10 sfide da allenatore avversario cinque vittorie (compresa quella di ieri), cinque pareggi e zero sconfitte. Una maledizione che va avanti da 17 anni.

L’approccio da rivedere

Intendiamoci: con tutte le attenuanti del caso, il Gubbio si dimostra una signora squadra e sin dalle prime battute si riversa nella metacampo rossonero con fisicità e aggressività. Di contro la Lucchese appare troppo molle e attendista nell’approccio consentendo agli umbri di prendere in mano l’iniziativa. Era già accaduto e si è ripetuto. Sabato a Fermo, arbitro permettendo (la società deve farsi sentire in Lega), servirà un altro atteggiamento mentale per tornare a respirare l’aria dei playoff visto che da ieri sera la Lucchese è undicesima in classifica.


 

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