Lutto
Lucchese. Pari senza fantasia
Una prodezza di Bruzzaniti manda ko il Montevarchi e lancia in orbita i rossoneri. Difesa imbattuta e 14 punti in sei partite da quando la squadra si schiera con il 4-3-3
LUCCA. Un tiro in porta dopo 88 minuti che colpisce la traversa dopo una maldestra trattenuta di saponetta-Salvato con doppia conclusione del neo entrato Franco. Stop. Un po’ poco per meritarsi i tre punti. Morale? Zero a zero e addio alla terza vittoria di fila. A sorridere per il punto guadagnato – una rarità da queste parti – è la Torres del presidente-bomber Stefano Udassi che in campo (24 ottobre 2004) o in tribuna (9 ottobre 2022) al Porta Elisa riesce sempre a portare a casa un pari. In fondo i sardi non hanno rubato nulla. Anzi, sono stati più incisivi e dinamici con il folletto Ruocco che in un paio di occasioni ha fatto venire i brividi alla retroguardia rossonera, con gli esterni Liviero e Campagna incontrastati padroni delle corsie laterali e con i difensori centrali Antonelli e Dametto che hanno annullato gli avanti della Lucchese a tratti davvero indisponenti. Se gli ospiti avessero osato di più sarebbe stata dura per Tiritiello e compagni.
Irriconoscibili D’accordo l’assenza di Di Quinzio, ma il 4-3-3 proposto da mister Maraia non ha convinto soprattutto in mezzo al campo e nel reparto offensivo. Bianchimano è parso il fratello scarso del giocatore ammirato due settimane fa con il Rimini, Semprini non ne ha azzeccata una, Bruzzaniti è parso un pesce fuor d’acqua completamente avulso dal gioco. La domanda sorge spontanea? Ma Rizzo Pinna, unico rossonero a saltare l’uomo a cambiare passo, non poteva essere inserito prima e in mezzo al campo dove il solo Tumbarello, almeno nel primo tempo, si è salvato dal compassato grigiore di un Mastalli impalpabile e di un D’Alena che ci pare più un braccetto di centrocampo che un playmaker. Prova ne sia che con l’ingresso in campo di Franco, capace di verticalizzare la manovre e fornire assist calibrati per le punte, la squadra si è espressa decisamente meglio. Se proprio vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno di positivo c’è proprio la difesa magistralmente guidata da capitan Tiritiello che da 180 minuti non prende gol. Serve al più presto trovare un’identità precisa altrimenti la squadra rischia di essere risucchiata in una posizione di centroclassifica. Vero che la sfida con i rossoblù isolani era insidiosa e che la formazione neopromossa si è difesa con ordine chiudendo ogni varco. Ma è altrettanto vero che la Lucchese doveva e poteva fare molto di più ed è mancata in alcuni uomini chiave che hanno un rendimento troppo altalenante.
Niente tiri, solo sbadigli Nella prima frazione si è assistito a una sfida senza sussulti. Lucchese troppo compassata e poco incisiva, Torres con il modulo 4-4-2 che mostra una migliore organizzazione di gioco. Eppure al 20’ un errore in controllo di Lora permette a Bianchimano di rubar palla e involarsi verso la porta degli ospiti. Ma lo spilungone rossonero al momento del tiro incespica sulla sfera come un principiante e consente il recupero ai centrali rossoblù ripetendo pari pari lo strafalcione commesso contro il Pontedera. Le idee latitano e si va avanti con i lancioni dalla trequarti di Tiritiello che facilitano i lunghi della Torres e agevolano le ripartenze. Su una di queste, al minuto 26, il “peperino” Ruocco fa fuori Benassai e al vertice dell’area piccola conclude in diagonale con la sfera che si spegne lontana dal palo opposto da Cucchietti. Tra uno sbadiglio e un altro si va al riposo.
Il sussulto della ripresa Chi pensa a una Lucchese battagliera e aggressiva nella seconda frazione ha sbagliato partita. I suonatori sono gli stessi e la musica non cambia. Anzi è la Torres a farsi viva dalle parti di Cucchietti – senza però lasciare sguarnito il reparto arretrato – con conclusioni da fuori che non trovano mai il bersaglio. Qualcosa cambia quando Maraia inserisce Rizzo Pinna e Franco capaci di dare maggiori geometrie e un po’ di fantasia. E dopo lo spavento alla mezz’ora– con un’azione manovrata dei sardi che avrebbe portato al tiro Ruocco senza l’intervento provvidenziale di Visconti – ecco che Franco a due minuti dal termine ha la palla buona per portare a casa tre punti. Prima calcia in porta da fuori e poi, dopo la maldestra respinta del giovane estremo ospite, è il più lesto di tutti ad arrivare sulla sfera ma la sua conclusione di potenza finisce per stamparsi sulla traversa. É l’unico e l’ultimo sussulto di una partita da dimenticare in fretta.
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